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[left]Filopapli e filoimperiali[/left] I filo papali affermano che gli insegnamenti filosofici sarebbero utili se l’uomo non fosse per sua natura trascinato dalla cupidigia e dalla ricerca dei piaceri; ma, non essendo così sono necessarie due guide che indirizzino l’uomo su una via comune. Quindi il Papa e l’imperatore sono due figure differenti, ma entrambe volute da dio. I filo imperiali invece sono coloro i quali sostengono che la filosofia , attraverso la ragione , la ricerca della verità e le virtù morali aiutino a porre un freno ai piaceri e ai dolori, mentre le virtù intellettuali contemplano in maniera indiretta Dio. Dante sostiene che ci sia bisogno di una collaborazione tra chiesa ed impero, che non sfoci in una subordinazione reciproca. Chiarisce che sia l’ sia l’autorità spirituale, ch quella temporale, seppur con scopi diversi sono dipendenti da dio, realizzando ognuno la sua volontà nei propri campi. Questa posizione deriva da una lunga riflessione in cui l’esilio rappresenta un punto cruciale. Nel primo libro della monarchia , dante sostiene la necessità di una monarchia universale, nel secondo le esigenze della monarchia fondata sulla tradizione romana, quindi autonoma dalla chiesa e nel terzo definisce necessaria la collaborazione e coordina zone tra potere spirituale e temporale.

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