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Alighieri - Particolarita’ Della Divina Commedia

L’ineffabilità è ricorrente all’interno dell’opera, e rappresenta l’impossibilità di raccontare in maniera efficace e organica i fatti di cui Dante è vittima in quanto:
è al tempo stesso due persone in una, sia il protagonista sia il narratore (dato che si tratta di una narrazione autodiegetica)
pur essendo la stessa persona, protagonista e narratore sono due entità diverse dato che Dante narratore scrive nel 1304 mentre Dante protagonista compie il viaggio nel 1300; segue che non c’è aderenza temporale tra scrittore e personaggio
compie un’esperienza impossibile da capire per lui e difficile da condividere con il prossimo, inoltre non è in grado di trasmettere perfettamente l’intensità di ciò che ha provato dopo quattro anni pertanto la versione che riporta è più blanda rispetto alla realtà dei fatti.

Gli accompagnatori di Dante sono tre: Virgilio, Beatrice e San Bernardo. Virgilio è il simbolo della cultura classica e della ragione e lo affianca per le prime due cantiche dunque all’interno dell’Inferno e del Purgatorio; Beatrice è il simbolo dell’amore spirituale che permette al poeta di compiere lo slancio di fede e accompagna Dante per tutto il Paradiso; San Bernardo affianca il protagonista negli ultimi due canti per poi intercedere presso la Madonna in maniera tale da far giungere il poeta a Dio.
Alla fine dell’opera, Dante fa conoscenza diretta con Dio, e non potendoglisi avvicinare così tanto da solo viene accompagnato da Maria; una volta giunto al Suo cospetto, il protagonista vede una luce accecante che mostra tutta l’umanità. Da ciò si evince che Dio è strettamente collegato con l’umanità ed è presente in tutti gli esseri umani.

Il tempo è un aspetto particolare della Commedia perché vi è una sfasatura tra gli avvenimenti e la narrazione degli stessi ed è allo stesso tempo
infinito, per i 2/3 del racconto, dato che Inferno e Paradiso sono sempiterni e dunque il mondo raccontato è immobile e statico
determinato per 1/3 dato che gli abitanti del Purgatorio si trovano in una situazione transitoria e questo regno è momentaneo, di passaggio

Questa doppia natura rimane incomprensibile per l’uomo poiché è divina; è presente nella finzione letteraria anche un tempo che può essere compreso, ovvero quello terreno, che si manifesta ogni volta che Dante incontra dei personaggi e con i loro racconti apre degli squarci narrativi.

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