GIOR01x di GIOR01x
Ominide 27 punti

Dante come sperimentatore


Utilizza uno stile diverso, basso per quanto riguarda la stesura dell’inferno visto che descrive l’ambiente dei dannati, quindi non sono presenti termini in latino tranne nell’ultimo libro dell’inferno; mentre alcuni termini del latino, che è una lingua elevata, sono inseriti nel purgatorio e nel paradiso.
*Stile*: basso per l’inferno
Medio per il purgatorio
Alto per il paradiso
Quindi si può parlare di pluristilismo e plurilinguismo.

*La focalizzazione*:
Il punto di vista è duplice; la storia viene raccontata da Dante che è voce narrante (quindi il narratore di primo grado) ma nello stesso tempo è anche il personaggio principale, quindi si sdoppia.
Il punto di vista cambia perché:
Dante narratore è un narratore onniscente perché Dante scrive quest’opera alcuni anni dopo questa esperienza, dunque è onniscente perché conosce tutte le situazioni;

Dante personaggio invece non conosce alcune situazioni, fa esperienza un po’ alla volta delle condizioni dei dannati quindi è una focalizzazione interna.

Dante durante questo viaggio incontrerà tanti personaggi, tante anime che prenderanno la parola, i narratori di secondo grado.
La focalizzazione dal punto di vista del personaggio rende il racconto dinamico, sono due storie raccontate dai vari personaggi che da il ritmo al racconto. Quindi la focalizzazione cambia.

*Spazio e tempo*:
Dante compie un viaggio e questo viaggio avviene su un piano verticale, quindi all’interno della commedia c’è sempre questa opposizione tra basso e alto, tra tenebre e luce; quindi parte da una situazione di peccato (infatti la selva oscura in cui si è perso rappresenta il peccato; riesce con molta difficoltà ad uscire dalla selva: vede una montagna luminosa, che rappresenta Dio, ed attirato dalla montagna esce dalla selva. Sarà ostacolato da alcuni personaggi che rappresentano i peccati che sono presenti nell’uomo. Qui interviene Virgilio che lo aiuta). Questo viaggio è un viaggio che parte dal basso (tutto ciò che è basso rappresenta la corporeità, la materia, il peccato )e deve arrivare verso l’alto (l’uomo deve lasciare il buio, le tenebre e il peccato per raggiungere la luce di Dio.)
Il viaggio che compie Dante è un viaggio lineare, non si perde perché Dante parte da questo principio: nel momento stesso in cui io faccio mia una verità di fede, cioè io conosco cos’è il bene, io seguo questa strada. Quindi il viaggio nello spazio è un viaggio lineare.
“La direzione verticale del viaggio e l’opposizione spaziale basso verso alto, si collocano all’interno di quella visione di un perfetto ordine divino del mondo, in cui ogni particolare ha una sua collocazione disposta...”

Qui emerge la visione di Dante, la visione della storia che ha Dante; quindi tutto ciò che esiste, il mondo è stato creato da Dio secondo un ordine ben preciso e tutto ha una finalità. Parte da questa idea di verità per proseguire il suo cammino verso la felicità eterna.

“La libertà dell’uomo non consiste per Dante nello sperimentare direzioni diverse, ma solo nella possibilità di adeguarsi all’ordine dato o di rifiutarlo.”
L’uomo è dotato di libero arbitrio, quindi può scegliere:
Il bene: salvare la propria anima
Il male: le conseguenze sono la petizione eterna.
L’uomo per Dante non deve deviare dalla giusta via perché se devia dalla giusta via le conseguenze sono terribili.
*Spazio*: è un viaggio che compie partendo da una condizione di peccato. È un viaggio fisico e spirituale, perché è un viaggio che lui compie con il corpo nell’aldilà, quindi un viaggio fisico ma anche spirituale perché Dante si distacca un po’ alla volta, quindi capisce in che cosa consiste il male perché lo vede (vede la condizione dei dannati) e il male porta alla morte totale dell’uomo, cioè alla morte spirituale (la cosa più grave). Quindi un po’ alla volta si libera dei suoi peccati, si purifica attraverso il viaggio nel purgatorio fino ad arrivare alla beatitudine.

*Il tempo*:
C’è un rapporto tra tempo oggettivo e soggettivo.
Il tempo oggettivo è quello che vivono le anime nell’eternità, quindi la condizione dei dannati e beati è quella, non cambierà in eterno. L’unica eccezione è quella delle anime del purgatorio perché rendono il purgatorio un luogo che ha avuto un inizio e avrà una sua fine, le anime del purgatorio devono solo purificarsi delle macchie provocate dal peccato ma sono morte in grazia di Dio.

Mentre le anime dei dannati e dei beati hanno fatto la loro scelta, di male o di bene.
Tempo soggettivo: è il tempo di Dante, perché Dante ha ancora il corpo quindi fisicamente vive questo viaggio e c’è un lasso di tempo durante il quale compie questo viaggio e dura una settimana.
Però anche le anime che vivono nell’eternità ad un certo punto attraverso i loro racconti aprono una finestra sul tempo; quindi c’è un legame molto stretto tra il tempo oggettivo e il tempo dell’eterno e il tempo soggettivo quindi temporale.
Si può parlare di concezione figurale per quanto riguarda il tempo? In effetti il tempo che si vive sulla terra non è altro che figura dell’eternità che sarà il tempo che ogni essere umano sperimenterà nel bene o nel male.

Hai bisogno di aiuto in Divina Commedia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email