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La parola “Convenientia” letteralmente significa: andare, venire insieme. Quindi la Convenientia degli stili non è altro che la corrispondenza tra gli stili e i contenuti, come nelle rime Petrose di Dante, dove il poeta sottolinea la “spigolezza” della donna, richiamando quindi una corrispondenza tra i contenuti e le forme. Come pure nella vita nova, quando Dante eleva Beatrice ad un livello ultraterreno e di conseguenza utilizza un linguaggio più sofisticato. Questo concetto veniva già usato nell’antichità e venne ripreso nel medioevo, infatti il poeta più citato nel medioevo è Virgilio che Dante definisce “grande poeta” per le sue 3 opere: le Bucoliche (dove vi sono presenti temi ambientati nelle campagne), le Georgiche (che è un poema didascalico) e l’Eneide. Nell’Epistola a Cangrande, Dante giustifica il titolo di comedia indicando due ordini di ragioni, la prima legata alla conclusione non “tragica” della propria opera, la seconda di tipo linguistico -stilistico dato che il linguaggio del poema viene definito dimesso e umile. Tutto il contrario, di ciò che era stato teorizzato nel De vulgari eloquentia, dove lo stile tragico, considerato il più alto e il più nobile era connesso all’uso di un volgare illustre e sovra regionale. Dante quindi utilizzando come lingua il fiorentino è capace di adattare diversi tipi di linguaggio per differenti situazioni. Ecco perché

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