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Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265 da una famiglia appartenente alla piccola nobiltà di parte guelfa.
Della sua giovinezza si hanno poche notizie. Nel 1274 Dante aveva conosciuto Beatrice, cioè Bice di Folco Portinari; nel 1285 il poeta sposò Gemma Donati.
Nel 1290 Beatrice morì, gettando Dante in una profonda crisi morale e religiosa. A partire dal 1295 il poeta fiorentino partecipò attivamente alla vita politica della sua città, iscrivendosi alla corporazione dei medici e degli speziali. Infatti, per poter ricoprire cariche pubbliche era obbligatorio far parte di una delle Corporazioni delle arti e dei mestieri. La vita politica di Firenze era in quegli anni dominata dalla lotta tra due fazioni opposte appartenenti al partito guelfo: i guelfi Bianchi (guidati dalla famiglia Cerchi, alleata alla piccola nobiltà del contado e al popolo minuto) e i guelfi Neri (guidati dalla famiglia Donati, legata agli interessi dell’alta aristocrazia e dell’alta borghesia mercantile). Papa Bonifacio VIII voleva includere Firenze nei suoi possedimenti pontifici; egli favoriva i Neri.

I Bianchi, di cui Dante faceva parte, erano al potere quando, nel 1301, il papa inviò a Firenze un avventuriero francese, Carlo di Valois, ufficialmente perché facesse da paciere tra le fazioni in lotta, in realtà per sostenere i Neri contro i Bianchi.
Dante partecipò ad un’ambasceria inviata a Roma per convincere il papa a desistere dalle sue mire su Firenze. Mentre era assente dalla città, i Neri si impadronirono del potere, scacciando i Bianchi. Il poeta non rientrò mai più a Firenze e nel 1302 fu condannato a morte in contumacia. Iniziò così l’esilio di Dante che fu costretto a chiedere ospitalità con la sua famiglia in diverse corti dell’Italia centro-settentrionale. Dante morì nel 1321.

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