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La Vita Nova

Dante è un intellettuale stilnovista, grande innovatore. Il poeta utilizza tutti i mezzi di comunicazione medievali, ma soprattutto il simbolismo, soprattutto quello teologico.
Un esempio è Beatrice, non solo donna-angelo stilnovista, ma anche allegoria di Dio e della Teologia. Per questo lei diverrà la guida di Dante nel Paradiso.
La Vita Nova venne scritta in volgare, con l'intento di realizzare un'opera letteraria da pubblicare. Essa si rifà alla tradizione trobadorica della "vida", un tipo di componimento. I capitoli del libro sono circa 42, tra sonetti e canzoni preceduti da un breve testo esplicativo in prosa che li collega l'uno all'altro.
Sostanzialmente, La Vita Nova non è altro che il cammino e la crescita spirituale di Dante: la conoscenza di Beatrice all'età di nove anni (quadrato del tre che simboleggia la trinità), il saluto della dama, le donne-schermo e la morte di Beatrice con la conseguente "consacrazione" a lei che si nutre del cuore del poeta in sogno.

Il genere letterario de La Vita Nova è più vicino al "prosimetro" classico e quello provenzale della "razo", il quale spiega in prosa il senso della poesia.
La Vita Nova ricalca l'agiografia, ovvero la narrazione della vita dei santi o delle personalità di vite di elevata spiritualità. Beatrice stessa è, infatti, allegoria della santità e benevolenza del Signore.
La Vita Nova è la prima pubblicazione di Dante, una sorta di autobiografia spirituale. Se Beatrice è la teologia, le donne schermo sono la filosofia. Riassumendo, nell'opera vi sono tre dame: Beatrice (teologia), la donna-schermo (filosofia) e la donna "gentile" (poesia), che lo aiuterà a superare la morte della donna amata.

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