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La Vita nova: contenuto, temi e simbolismo


La Vita Nova è composta fra il 1292 e il 1294, poco prima che Dante inizi ad occuparsi di politica. L’opera è una novità nella letteratura dell'epoca: è, infatti, un prosimetro (= un misto di versi e prosa) in cui il poeta presenta alcune delle sue liriche più significative e le commenta. Il motivo che spinge Dante alla realizzazione di questa raccolta è la morte di Beatrice

LaVita Nova è una specie di viaggio nella vita di Dante: da quando incontra Beatrice per la prima volta a 9 anni fino a quando la rivede dopo ben 9 anni. Fra loro ci fu solo un dolcissimo saluto, ma fu sufficiente questo, unito alla visione in sogno della donna, a suscitare in lui tantissima felicità e un profondo amore. I suoi amici erano preoccupati e incuriositi da questo suo stato d'animo per cui Dante, con l’intento di nascondere loro la vera identità della giovane donna, finge di essersi innamorato di altre due fanciulle, chiamate le donne-schermo. Questa tecnica è un’eredità del concetto dell’amor nascosto, caratteristico della lirica provenzale, secondo cui il nome della donna amata doveva rimanere segreto. Tuttavia questo stratagemma, segno di grande rispetto nei confronti di Beatrice, si rivela un'arma a doppio taglio perché anche la ragazza, venuta a sapere del (falso) innamoramento del poeta, toglie il saluto a Dante e per questo il poeta cade in uno stato di profondo sconforto. Sette anni dopo Beatrice muore senza che i due si siano più rivisti o parlati. Questo lutto terribile provoca in Dante un fortissimo dolore che, due anni dopo, lo porterà a scrivere la Vita Nova.

Tre sono i temi dell’opera:
1. l'amore per Beatrice: un amore che deriva da un semplice sguardo e che diventa mezzo di elevazione verso Dio. Attraverso la contemplazione della donna amata Dante si rende conto sì di esserle inferiore, ma nello stesso tempo è consapevole che proprio attraverso lei egli  potrà giungere alla salvezza e alla vita eterna. Per una forma di estremo rispetto, Dante non rivela la vera identità di Beatrice, ma si limita ad elogiarne la bellezza, le qualità morali e soprattutto la gentilezza. Non entra mai in contatto con lei, se non in sogno.
2. Il saluto della donna amata: è segno di benevolenza da parte di lei e rivelazione che proprio attraverso l'amore si potrà accedere alla vita eterna. E' come se Dio stesso volesse manifestarsi attraverso la donna amata e volesse far sapere agli uomini che è quella la via da seguire per la salvezza.
3. La morte della donna amata :la morte di Beatrice non rappresenta la fine di qualcosa, bensì l'inizio della vita vera e della felicità eterna. Da questo momento Beatrice non scompare, ma diventa punto di partenza e guida per la ricerca della verità , come avviene nella Divina Commedia, in cui essa guida Dante verso la salvezza

Il simbolismo del numero 3


Dante identifica nel numero nove il mezzo con cui si esprime l'amore divino in quanto esso ha come radice quadrata il numero tre, sacro per i Cristiani perché simbolo della Santissima Trinità.
Con il numero nove identifica anche Beatrice, simbolo divino, che gli apparve per la prima volta all'età di 9 anni e anche Beatrice aveva 9 anni. Il secondo incontro avviene esattamente 9 anni più tardi durante il quale Beatrice rivolge a Dante il suo primo saluto. Questo avviene all'ora nona di quel giorno. In seguito, Dante fa l'elenco delle sessanta donne più belle di Firenze e Beatrice compare non al primo posto, ma al nono. E’ lo stresso simbolismo che ritroviamo anche nella Divina Commedia:
La Divina commedia si compone di 3 cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso) ed ogni cantica si compone di 33 canti. Il verso adoperato è la terzina (= 3 versi).
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