Ominide 1148 punti
Inserisci qui il titolo dell'appunto
Le opere
Vita nova
La Vita nova è la prima opera di Dante, scritta verso il 1292 ed è un prosimetro perché contiene sia prosa che versi ed è dedicata a Beatrice.
Convivio
Il Convivio è un trattato incompiuto ed è stato scritto verso il 1303.È un’opera enciclopedica che doveva comprendere 15 trattati (capitoli),il 1° di introduzione e gli altri 14 dovevano commentare 14 canzoni,ma Dante scrive solo fino al 4°(perché si dedica alla scrittura della Divina Commedia). La struttura di quest’opera è simile a quella della Vita nova, solo che qui si loda, si celebra la conoscenza e non più Beatrice ( come nella Vita nova).
Nel primo trattato viene spiegato il motivo e il senso dell’opera:diffondere la conoscenza anche a coloro che non hanno potuto studiare,per questo motivo utilizza la lingua volgare. Nei trattati successivi invece, vi è una lettura allegorica dei testi lirici presentati, in particolare il secondo trattato parla della struttura dell’universo,dei cieli, dell’immortalità dell’anima, nel terzo vi è un inno alla sapienza ( la massima aspirazione dell’uomo) , e nel quarto si discute sulla vera natura della nobiltà, che per Dante è collegata alle qualità intellettuali e morali e non per forza ai beni materiali.
Tramite quest’opera Dante cerca anche di difendersi dalle accuse rivolte a suo carico, che lo porteranno all’esilio e alla condanna,smentendo i suoi nemici che lo hanno accusato ingiustamente.Il Convivio inoltre si distingue dalle altre opere medievali perché qui,il sapere si intreccia con la fantasia e il sentimento.
De vulgari eloquentia
Il De vulgari eloquentia è un trattato il latino ( in modo da rivolgersi ad un pubblico dotto),incompiuto ed è stato scritto verso il 1304. Inizialmente doveva comprendere 4 libri, ma Dante scrive solo il 1° e parte del 2°. Nel primo libro, Dante descrive il proprio ideale linguistico, partendo dalla sua origine, con Adamo, fino alle lingue derivate dal latino, come il provenzale ( d’oc), il francese(oil) e l’italiano.Dall’italiano Dante poi distingue i 14 dialetti parlati in Italia, dichiarando che nessuno di essi possieda le
caratteristiche del cosiddetto volgare illustre. Il volgare illustre,deve essere una lingua comune a tutta la penisola, ma esso non deve servire per la comunicazione quotidiana, ma bensì per la produzione letteraria. Nel secondo libro invece, viene indicato il modo in cui il volgare illustre debba essere utilizzato in poesia, dando via a tre distinzioni di stile:
- tragico, per i temi elevati;
- elegiaco, per i temi malinconici;
- comico, per i temi quotidiani.
Secondo Dante quello più conveniente per la poesia è quello tragico,
perché è adatto agli argomenti amorosi, ma anche a quelli epici e
morali.
Hai bisogno di aiuto in Vita ed opere di Dante?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email