"Guido, i’vorrei che tu e Lapo ed io"

E' un sonetto facente parte delle Rime, e che appartiene al periodo giovanile di Dante.
Parafrasi delle prime due strofe con commento
Guido, io vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantesimo
e posti su di un vascello, che ad ogni sbuffata di vento
andasse per mare secondo la vostra e la mia aspirazione;

sicché la tempesta o il cattivo tempo
non ci potessero provocare impedimenti,
al contrario, vivendo messi alla pari dalla stessa volontà,
migliorasse l’ambizione di stare insieme.

Commento

Questa parte è incentrata sull’amicizia fra Dante, Guido e Lapo. Dante sogna l’approfondimento della loro amicizia in una esperienza a bordo di un vascello che andasse per mare secondo il desiderio comune.

Parafrasi della seconda e della quarta strofa con commento

E il bravo fattucchiere ( cioè Merlino) ponesse con noi
poi la signora Vanna e la signora Lagia
insieme con quella che è la trentesima tra le sessanta
donne più belle.

e qui comunicassimo sempre d'amore,
e ciascuna di loro fosse contenta,
così come io credo che saremmo noi.

Commento

In queste due parti entra in gioco l’amore; L'autore Dante si augura che ci siano tre donne: Giovanna, Lagia e la donna che occupa la trentesima posizione nel brano “ L’e sessanta donne più belle di Firenze " .

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