Università: quante ore studiare al giorno? I consigli

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri

Come tanti studenti, anche io ho passato anni a cercare un metodo di studio che ritenessi ‘soddisfacente’ sia dentro che fuori dall’aula scolastica. Così, come sarà capitato alla maggior parte di voi, ho chiesto consiglio a quelli “più bravi” per capire come facevano ad ottenere voti così alti. Eppure, nonostante mi impegnassi nel loro metodo che prevedeva esercitazioni ripetitive e pedanti da fare durante tante ore di studio ininterrotto, qualcosa andava storto e non riuscivo ad arrivare al risultato che volevo. Finché un bel giorno, ho smesso di guardare ciò che facevano gli altri e ho cominciato a fare “a modo mio”, raggiungendo i miei obiettivi.
Prima di tutto, prima di guardarvi intorno e di screditarvi nei naturali confronti con gli altri, ricordate sempre che esistono due tipologie di “bravi”: quelli che sono preparati davvero, che sanno contestualizzare e ragionare su ciò che hanno studiato, e quelli che studiano a memoria, prendono magari bei voti, ma il giorno dopo già hanno dimenticato cosa studiano.

Se volete appartenere alla prima categoria, quella un po’ insolita e controcorrente, allora date un’occhiata non tanto a quelli che definirei propriamente consigli quanto piuttosto ad indicazioni che forse potrete ritenere interessanti e che magari potranno tornarvi utili.

Università, come studiare: seguire il proprio ritmo

Per prima cosa ricordate che ogni mente è diversa dalle altre quindi il grado di concentrazione varia da persona a persona. E lo stesso discorso vale anche per le ore giornaliere da dedicare allo studio.
So che il carico di studio complessivo è elevato, ma una volta usciti da scuola (o terminate le lezioni all’Università) è bene prendersi una pausa per ‘staccare’ un po’. Questo non significa certo tralasciare i doveri che sono richiesti agli studenti fuori dagli istituti, ma semplicemente riposare per poche ore la testa prima di immergersi di nuovo nello studio.
Distrarsi un paio d’ore prima di ricominciare è l’ideale per ritemprare la mente e scrollarsi via di dosso un po’ di stanchezza.

Università: quante ore studiare al giorno?

Ovviamente non esiste un minimo o un massimo di ore da spendere nello studio, né una soglia ideale. In media però, sarebbero giuste 4-5 ore al giorno intervallate da 2-3 piccole pause. Fare la cosiddetta ‘full immersion’ nello studio dal primo pomeriggio fino a tarda sera non è affatto una strategia efficace per capire e memorizzare le diverse materie che ci accingiamo a studiare.
Insomma, senza nulla togliere alla grandezza indiscussa di Leopardi, è sconsigliatissimo emularlo nel suo «studio matto e disperatissimo»!

Cosa posso fare durante le pause?

Se una persona è libera di trascorrere il tempo libero come vuole, sarà poi in grado di affrontare i doveri con uno spirito ritemprato e carico per dare il massimo.
Se amate lo sport dedicatevi a questo e scaricatevi. Una ‘pausa’ del genere non può certo essere annoverata tra quelle piccole disseminate fra un’ora e l’altra di studio ma ciò non significa che sia giusto privarsene. Se praticate uno sport quindi studiate prima e dopo senza ulteriori pause.
Se invece non avete lo spirito da atleta, contattate qualche amico per prendere un caffè insieme o anche solo per una chiacchierata, ascoltate la musica o uscite a fare una passeggiata anche breve, così solo per distendervi, prima di affrontare di nuovo lo studio.

Qual è il momento migliore per studiare?

Ancora una volta non esiste un parametro universale e scientificamente provato in grado di dirci quando sia meglio o peggio studiare.
La mattina, in generale, per alcuni può rivelarsi migliore poiché, essendo la prima parte del giorno, si ritiene sia quella anche dove non si è ancora accumulata la stanchezza; se da una parte questo è vero è vero, però per altri questo momento della giornata potrebbe rivelarsi quello più improduttivo essendo quello più assonnato e più vicino al risveglio.
In generale la mattina rimane comunque il momento meno sfruttato dagli studenti poiché la maggior parte di loro si trovano impegnati a scuola o nelle Università, nelle lezioni.
Il pomeriggio diventa quindi la parte del giorno dove i ragazzi concentrano le proprie energie per lo studio individuale a casa, alcuni protraendolo fino a tarda sera.
C’è anche chi preferisce studiare la sera perché la ritiene la parte più calma del giorno, quella dove tutto si ferma e si può raccogliere tutta la propria attenzione senza disturbi e distrazioni esterne. In realtà ritengo questo un metodo più consono allo studio più adulto e indipendente e meno rigido nell’impostazione come quello universitario dove non sempre si è impegnati ogni giorno con le lezioni. Non è molto indicato invece per tutti quegli studenti che frequentano le scuole superiori e che non solo devono svegliarsi ogni giorno per andare a scuola ma a cui è anche richiesto un rendimento costante e scandito in tempi molto più brevi rispetto all’ordinamento universitario scandito dai semestri e dalle sessioni di esame.
Il mio consiglio è di concentrare lo studio durante le ore pomeridiane e, se abbiamo un compito in classe o un’interrogazione particolarmente difficile, di protrarlo saltuariamente e solo in questi sporadici casi fino a tarda sera.
Magari, se proprio non si riesce a placare l’ansia di trovarsi impreparati, evitate di fare tardi la sera sui libri e svegliatevi una mezzora prima dell’ora usuale per ripassare a ridosso. Ma ripeto, devono essere casi eccezionali e non la normalità!

Organizzare il tempo di studio

Cercate di ottimizzare i tempi e di avvantaggiarvi i compiti anche per i giorni seguenti, lasciando perdere i riassunti come ausilio per la memorizzazione. Partendo dal presupposto che c’è ben poco da memorizzare e molto da capire, concentratevi proprio su questo aspetto nelle ore che dedicate allo studio.
“Pasticciate” i libri (divieto assoluto di usare le penne sulle pagine dei libri!) con scritte, rimandi, asterischi, riflessioni, punti interrogativi che poi tornerete a chiarire ecc. Esercitate la memoria visiva e ricordate che una pagina bianca e ‘pulita’ difficilmente rimarrà impressa! Fate schemi essenziali per tutti quegli elementi mnemonici come ad esempio una lista di date con accanto l’evento o una lista di formule matematiche da imparare.
La difficoltà vera risiede nel costruire una mappa concettuale all’interno della vostra mente che possa collegare nozioni da memorizzare (come date, formule matematiche, nomi, luoghi) con concetti ad ampio raggio e non sottovalutate gli appunti che sono materiale di supporto fondamentale nello studio.
Io non ho mai ripetuto o preparato discorsi (nemmeno quando ho discusso la tesi in sede di laure!) perché tanto non ricordavo mai nemmeno una parola di quelle che preparavo, quindi per me era tempo perso che rubavo allo studio dato che il giorno dell’interrogazione o dell’esame resettavo completamente i discorsi e ne facevo di nuovi e di migliori.
Tuttavia se avete paura di ‘impappinarvi’ o di non trovare le parole giuste, magari provate a dedicare un po’ di tempo di quello che avete a disposizione nell’esercitarvi, ma senza mai scadere nell’essere dei ‘pappagalli’. E se avete paura di non ricordarvi le parole, state tranquilli perché se avete studiato bene e seriamente, i concetti rimarranno al loro posto e le parole per esprimerli verranno da sole al momento opportuno.
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13 dicembre 2018 ore 14:30

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