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Cos’è la velocità di reazione?

La maggioranza dei prodotti chimici utilizzati nella vita quotidiana è progettata con il chiaro intento di ridurre al minimo le trasformazioni chimiche dei loro componenti; così la carta contiene gli antingiallenti, i cibi gli antiossidanti, il cuoio gli impermealizzanti.
Altre volte, invece, desideriamo che le trasformazioni avvengano in breve tempo: che la vernice si secchi, che il cemento e la colla facciano presa, che il motore si avvii. Questi sono alcuni esempi di come l’uomo controlla il fattore tempo delle trasformazioni.
Quanto tempo durano le reazioni? Un attimo, un giorno o un secolo? Una reazione veloce, anche troppo in verità, è quella comune a tutti gli esplosivi, dalla nitroglicerina al tritolo. L’esito disastroso delle esplosioni è dovuto, principalmente, ai grandi volumi di gas caldi che queste rapidissime reazioni liberano quasi istantaneamente. La crescita delle stalattiti e delle stalagmiti è invece il risultato di una reazione chimica molto lenta: la trasformazione del bicarbonato di calcio (solubile) in carbonato di calcio insolubile, acqua e biossido di carbonio. La velocità di reazione è una grandezza intensiva, cioè non dipende dalla massa del sistema: essa è identica in una sola goccia di soluzione o in un volume più grande della stessa soluzione.

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