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Entalpia di dissoluzione a una certa temperatura



La dissoluzione è un processo a due stadi: • innanzitutto un solido si distrugge formando un gas di molecole e ioni. Il contributo energetico associato alla rottura dei legami dei solidi è detto entalpia reticolare; • poi le molecole e gli ioni penetrano il solvente.
La variazione entalpica associata a questa fase è detta entalpia di idratazione. La somma di queste due variazioni entalpiche è l’entalpia di dissoluzione. L’entalpia di idratazione è sempre negativa perché permette a soluto e solvente di raggiungere una condizione di maggiore stabilità. È perciò l’entalpia reticolare a determinare se la dissoluzione è nel complesso esotermica o endotermica: se la dissoluzione è esotermica l’entalpia di idratazione compensa (è maggiore) dell’entalpia reticolare. A prescindere dal fatto che la dissoluzione sia esotermica o endotermica, essa è sempre spontanea perché l’energia e la materia tendono a disperdersi, infatti quando una sostanza si scoglie in un solvente il grado di disordine aumenta. Oltre che il calore generato da una reazione è perciò fondamentale considerare il disordine globale, ossia del sistema e dell’ambiente.

Le reazioni esotermiche sono anche spontanee perché il calore che si genera aumenta il disordine sia nel sistema che nell’ambiente. Le reazioni endotermiche invece creano disordine o disordine nel sistema, ma diminuiscono il disordine nell’ambiente perché vi sottraggono calore. Sono quindi spontanee solamente se in modulo l’ordine prodotto nell’ambiente è minore rispetto al disordine creato nel sistema.