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Combustibili fossili e petrolio


Combustibili fossili

Per fossili si intendono quei combustibili che derivano dalla trasformazione di sostanze organiche, che, sotterrate, si sono trasformate nel corso di milioni di anni in sostanze combustibili, ricche di carbonio. Infatti gli organismi che si depositavano sui fondali marini, si decomponevano e pian piano venivano ricoperti da materiale roccioso. Questo materiale faceva sì che l’ossigeno, di cui si cibavano alcuni batteri, finisse e che quindi li portasse a cibarsi dell’idrogeno. In questo modo rimaneva il carbonio, che dava origini ai combustibili fossili. Ce ne sono di tre categorie: petrolio e altri idrocarburi naturali; carbone; gas naturale. Tutti questi cono combustibili, in particolare fossili, perché formatisi dalla decomposizione di sostanze organiche. Il loro utilizzo inizia principalmente alla fine del XVIII secolo, con l’inizio della Rivoluzione Industriale. A causa di essa, la richiesta energetica da parte delle industrie incrementò, che veniva soddisfatta con l’utilizzo dei combustibili fossili, in modo particolare del carbone. Invece, il loro utilizzo come principale risorsa energetica aumentò nel XX secolo, quando si affermò il petrolio come principale risorsa energetica. Oggi essi provvedono all’85% del fabbisogno energetico mondiale, ma sono la principale causa di inquinamento. In particolare essi sono i principali responsabili dell’immissione di CO2 nell’atmosfera. Infatti la presenza di CO2 nell’atmosfera è aumentata drasticamente dalla Rivoluzione Industriale. La combustione del carbone è estremamente inquinante e ha provocato seri danni all’atmosfera, come l’aumento della temperatura terrestre. Provoca anche molte poveri sottili, in particolare fuliggine, che se respirata, danneggia seriamente l’apparato respiratorio. Esso è stato sostituito dal petrolio proprio perché quest’ultimo è meno inquinante. Ma anch’esso provoca comunque danni all’atmosfera. Il gas naturale, invece, è il meno inquinante, ma anche la sua combustione emana CO2, aumentando l’effetto serra. Quindi i combustibili fossili sono tutti inquinanti e la loro combustione è la principale causa della forte presenza di CO2 nell’atmosfera, nonché dell’incremento dell’effetto serra e di tutti i danni che esso provoca.

Petrolio

Il petrolio è un liquido infiammabile, viscoso, con colorazione che varia dal nero al marrone scuro. Detto anche oro nero, si trova in giacimenti situati negli strati superiori della crosta terrestre. Il petrolio che non ha subito alcun trattamento è detto grezzo o greggio. Ha una densità minore di quella dell’acqua (0,8 g/cm3). È composto da una miscela di vari idrocarburi, in prevalenza da alcalini (alcani e cicloalcani), idrocarburi aromatici (come il benzene) e altre sostanze. Di norma è formato per il 30% da paraffine, 40% da nafteni, 25% da idrocarburi aromatici e il restante 5% da altre sostanze. Per quanto riguarda le sostanze chimiche che lo compongono, l’85% è carbonio e il 13% idrogeno, mentre il restante altre sostanze. Si hanno tracce del suo uso fin dall’Antica Grecia. Usato come medicinale, nel 1859 venne aperto il primo pozzo petrolifero. Iniziò a diffondersi dopo l’invenzione dell’automobile (inizi del ‘900). Da lì si diffuse moltissimo e ancora oggi è la maggiore risorsa non rinnovabile del mondo, da cui deriva il nome “oro nero”. Il petrolio non è mai utilizzato nella sua forma grezza, ma da esso vengono ricavate altre sostanze mediante la distillazione frazionata: gasolio, cherosene, virgin nafta, benzina, gas liquefacibili (propano e butano), metano, etano e infine olio combustibile. Da queste sostanze, poi ne derivano altre, come plastica e catrame. Il petrolio si forma nel sottosuolo, dalla trasformazione di materiale biologico in decomposizione. In modo particolari da organismi unicellulari marini vegetali e animali, che si sono depositati sui fondi marini milioni di anni fa e, con il tempo, si sono decomposti e trasformati in petrolio. Il petrolio è uno dei principali inquinanti sulla terra. In modo particolare per quanto riguarda l’ambiente marino. Infatti i numerosi incidenti di petroliere o di piattaforme di estrazione, provocano danni inestimabili alla flora e alla fauna marittima. Infatti il petrolio non è solubile e galleggia sull’acqua, dove migliaia di volatili rimangono intrappolati. Poi finisce sulle coste trasportato dalle correnti, dove provoca altri danni. Inoltre anche i suoi derivati sono tra i principali inquinanti. In modo particolare i carburanti che ne derivano, come benzina, gasolio e gpl, sono tra i maggiori responsabili delle immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, che provoca il famoso effetto serra. Quindi il petrolio si può considerare come il principale inquinante sulla terra e il maggior responsabile dell’effetto serra.
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