Ominide 435 punti

Modello di Bohr

Dalla duplice natura della luce scaturì il modello di Boohr.
Bohr, prendendo atto della presenza dei fotoni, ipotizzò che l’atomo sia sempre formato dal nucleo al centro e dagli elettroni che ruotano intorno al nucleo. Poi Bohr affermò che gli elettroni ruotano su delle orbite circolari che si trovano a diversa distanza dal nucleo. Ipotizzò la presenza di livelli energetici. Gli elettroni che ruotano intorno al nucleo non si spostano dalla propria orbita, infatti quelli del primo livello ruotano sull’orbita del primo livello, quelli del secondo livello ruotano sull’orbita del secondo livello e via discorrendo. Quando ruotano sulla propria orbita, si dice che gli elettroni si trovano nel proprio stato fondamentale, o stazionario. Fornendo energia all’atomo, andando ad “eccitare l’atomo”, si può far passare l’elettrone dal suo stato fondamentale a quello successivo. Questo però, può avvenire soltanto se si vanno a fornire dei pacchetti particolari di energia all’atomo. I pacchetti di energia forniscono il delta E, cioè la differenza di energia. L’atomo passa allo stato eccitato, ma non è stabile, tende quindi a ritornare al suo stato fondamentale, restituendo e rilasciando l’energia che gli era stata fornita. Bohr ipotizzò sette modelli, che poi corrispondono ai sette periodi della tavola periodica. Bor parlava di orbite circolari, ma in realtà poi si è visto che sono orbite tridimensionali.

Il modello di Bohr non fu accettato perché man mano che aumentava il numero di elettroni dell’atomo, il modello non era più valido. Mentre si parlava in precedenza di doppia natura della luce, si parlò successivamente di una doppia natura dell’elettrone che, essendo una particella, ha anche una natura corpuscolare. Si ipotizzò che l’elettroe potesse essere non solo una particella di materia, ma avesse anche una natura ondulatoria (ipotesi di Debroglì).

Hai bisogno di aiuto in Inorganica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email