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Xylella fastidiosa

Xylella fastidiosa”,che da ora in poi chiameremo “x.fastidiosa”, è un batterio che prolifera nei vasi linfatici della pianta causandone poi l’occlusione e la conseguente seccatura o bruscatura della pianta ed è così la causa del cosiddetto: “Co.Di.Ro.” ;che è l’acronimo di: complesso di disseccamento rapido dell’olivo. Questa terribile emergenza fitosanitaria ,diffusasi per la prima volta nell’Unione Europea, si trova nella provincia di Lecce; ed è come un pericolosissimo tumore in continua metastasi.
Questo “Co.Di.Ro.” è diventato ormai un dramma agricolo,ambientale,sociale,ma soprattutto economico: basti pensare che l’attuale presidente degli U.S.A. Barack Obama poteva gustare liberamente il nostro pregiato olio perché presente sulle tavole della Casa Bianca.
Parlando in modo sommario del problema “x.fastidiosa” possiamo “riassumerlo” in questi 5 punti.

 Vive in altre 150 piante “ospite” vegetali. Sono soprattutto le specie coltivate in agricoltura: Olivo,Mandorlo,Ciliegio,ecc..
 Si propaga con insetti vettori,e non ha altri modi naturali di diffusione.
 L’insetto vettore più conosciuto nella provincia di Lecce è la “Sputacchina-media” chiamata così per la produzione di schiuma in cui vive; ha una colorazione nero-brunastra con alcune macchie chiare. Punge le piante infette con il suo apparato boccale pungente,risucchia poi la linfa e i batteri della piante malata e li ri-inietta su altre piante sane.
 Esistono piante resistenti che sono immuni all’attacco della “Sputacchina-media”,mentre la maggior parte di esse purtroppo non riesce a resistere e si lascia infettare facendo formare al batterio intere colonie dentro di essa.
 Per ora la soluzione che gli esperti prediligono,non essendoci in commercio prodotti chimici adeguati ,( diffidare quindi da soluzioni “miracolose”),è quella di ridurre la densità di piante malate.
Ora ,addentrandoci più nello specifico, andremo ad illustrare i sintomi e le cause della “x.fastidiosa”.
Stando ai dati della regione Puglia del 14 luglio 2014 riguardanti il problema fitosanitario; si è riscontrato nella ricerca sul campo che,negli individui malati, vi erano una serie di particolarità riguardanti i sintomi:
• Disseccamento di rami e foglie nella parte marginale della pianta.
• Imbrunimento del legno dei rami o dell’intero fusto.
• Caduta di intere branche disseccate.
Parlando invece delle cause ci rendiamo subito conto che il “Co.Di.Ro.” è causato da diversi parassiti qui elencati nel seguente ordine di pericolosità:
• “Xylella fastidiosa” che ha il ruolo primario nella malattia, ed è talmente pericoloso che i protocolli internazionali per evitare il contagio la conservano in quarantena.
• “Rodilegno Giallo”
• Funghi patogeni di generi diversi.
Perciò esistono delle misure di prevenzione da adottare per arginare il problema. Quelle riguardanti le pratiche agronomiche:
1. Effettuare periodicamente interventi fitosanitari ecosostenibili vantaggiosi per l’ambiente.
2. Curare le piante con insetticidi adeguati per evitare la diffusione.
3. Lavorare il suolo distruggendo le piante spontanee erbacee che infestano l’ambiente circondante.
4. Potatura periodica per eliminare parti di piante malate o danneggiate da parassiti. Purtroppo però la potatura non è efficace per eliminare la “x.fastidiosa” perché essa può scendere più a fondo nella pianta stessa(basipeto) e così continuare a colonizzare la pianta.
5. Disinfettare gli attrezzi della potatura perché costituiscono veicolo di diffusione.
6. Bruciare tutti i residui più piccoli della potatura perché anch’essi costituiscono veicolo di diffusione.
E quelle che anche noi possiamo effettuare per evitare di contribuire alla diffusione e al trasporto di “x.fastidiosa”:
1. Spazzolare i propri vestiti soprattutto dopo essere passati in un luogo di campagna.
2. Chiudere i finestrini quando si viaggia in auto.
3. Sradicare le erbacce spontanee.
L'olio per esempio rappresenta una cura importante in questi casi. Ritornando all’importanza che ha avuto il nostro olio nei secoli precedenti e a quello che ha tuttora, sarebbe importante sensibilizzare l’opinione comune adeguatamente ed informarla sul grave rischio che stiamo correndo,perché, soprattutto nel nostro territorio, una perdita elevata di olivi potrebbe portare ad uno scombussolamento dell’ecosistema con conseguenze catastrofiche.

In Puglia per esempio c'è un centro regionale che si occupa di analizzare la diffusione della Xylella fastidiosa.

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