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Gli OGM

Nel presente capitolo verrà trattato l’argomento degli OGM, che spazia in numerosi ambiti, da quello scientifico, a quello etico ed economico. Si chercherà di fornire un inquadramento generale, una base di conoscenze che permettano a ognuno di crearsi una propria opinione, libera da ogni condizionamento mediatico. L’obiettivo è quindi quello di permettere la creazione di una propria opinione incondizionata, che riesca a superare le numerose notizie infondate, a cui purtroppo molto frequentemente siamo sottoposti.
Gli Organismi Geneticamente Modificati sono batteri, funghi, virus, piante e animali le cui caratteristiche genetiche sono state modificate in laboratorio. In genere uno o più geni presi da altri organismi vengono introdotti nel patrimonio ereditario dell’organismo che si vuole modificare.
Non solo l’OGM esprimerà i nuovi caratteri, ma li trasmetterà alla sua discendenza. Gli scambi di geni possono avvenire tra esseri viventi appartenenti a specie completamente diverse (per esempio tra esseri umani e animali), cosa impossibile in natura. Inoltre gli OGM permettono di velocizzare notevolmente i normali processi di miglioramento genetico.

Le applicazioni degli OGM investono gli ambiti più disparati; la medicina, l'ecologia, il settore agro-alimentare e zoo-tecnico. Nell'agricoltura, in particolare, si ha avuto una loro rapida diffusione. Infatti, al giorno d'oggi, il 60% dei prodotti venduti nei supermercati del mondo può contenere elementi di origine transgenica. Meno conosciuto , ma molto importante dal punto di vista medico, è il loro utilizzo in campo farmaceutico, dove hanno consentito la produzione di vaccini sicuri.
Mentre i nuovi farmaci ottenuti da OGM sono stati accolti con immediato favore dall'opinione pubblica, i prodotti transgenici destinati all'alimentazione umana incontrano forti resistenze per paura degli eventuali effetti nocivi, l'ingegneria genetica viene vista come un processo "innaturale" e non necessario nel caso della produzione alimentare. Il consumatore è infatti spesso condizionato nel suo consumo da opinioni mediatiche, spesso non fondate su alcuna conoscenza scientifica.
I media tendono a descrivere gli OGM come prodotti totalmente innaturali, ne sono esempio le immagini a lato. Per quanto riguarda i farmaci invece la situazione è totalmente diversa, infatti non vi è una forte opinione contraria a essi, seppur siano sempre ottenuti da organismi transgenici.
Inoltre prodotti ortofrutticoli di forma diversa da quella naturale non sono OGM, ma più semplicemente vengono fatti crescere in contenitori della forma che si vuole conferire al frutto.
Le opinioni dei produttori di OGM
Le aziende produttrici di OGM sostengono i seguenti punti:
- Minor impiego di sostanze chimiche, ne sono esempio varietà di mais G resistenti a determinati lepidotteri che non necessitano trattamenti, in quanto contengono delle tossine nocive per gli insetti. Le opinioni contrarie all’utilizzo di OGM sostengono che l’utilizzo di varietà resistenti a erbicidi portano l’agricoltore ad impiegare notevoli quantita di erbicidi, che possono essere nocivi per l’ambiente, per la biodiversità, per gli operatori e possono lasciare residui nei prodotti finiti. È necessario considerare che vengono effettuati molti controlli per certificare l’assenza di qualsiasi sotanza tossica per l’uomo.
- Possibilità di sfamare l’umanità, è probabilmente lo slogan più utilizzato da chi produce OGM. Gli OGM oltre ad aumentare le rese dal punto di vista della quantità possono farlo anche per la qualità, è infatti stata brevettata una varietà di riso contente vitamina A, di cui il riso normale è carente. In paesi dove l’alimentazione è basata sul riso (paesi asiatici) l’introduzione di questa varietà può migliorare notevolmente la qualità della vita degli abitanti. I detrattori sostengono che questi brevetti siano detenuti dalle grandi aziende produttrici, e che queste aziende ne detengano anche il protocollo di coltivazione. Bisogna anche considerare che i costi per la progettazione di questi prodotti, a partire dall’inizio della ricerca fino ad arrivare alla commercilizzazione sono estremamente elevati.
- Sicurezza paragonabile a una coltura tradizionale. Questo punto è particolarmente delicato, infatti se si modifica il carattere di un organismo bisoga aspettarsi che altri organismi si
modifichino per potersi adattare al cambiamento di carattere (si parla di coevoluzione, un esempio sono il colibrì e il fiore che ne ospita il becco, che si è sviluppato proprio con una forma specifica). Virus, batteri e funghi possono adattarsi molto velocemente.
Gli OGM sono comunque ampiamente sperimentati anche in campo prima di metterli in commercio, inoltre accanto ai campi OGM ci sono altri campi, non OGM, in cui gli organismi possono vivere in condizioni normali, non cambiate.
Come gli OGM rientrano nella nostra dieta
Gli OGM possono rientrare nella nostra dieta attraverso due vie:
- Diretta, come ingredienti di determinati prodotti;
- Indiretta, ad esempio se utilizzati come alimentazione per bestiame che fornisce carne, latte e derivati ecc…
Alcuni dati e alcune considerazioni
Nel 2015 gli ettari coltivati a OGM nel mondo ammontano a 182 milioni, cifra che ha sempre mantenuto un andamento crescente a partire dal 1996, in cui erano destinati a OGM solamente 3 milioni di ha. L’Italia è in una posizione di svantaggio notevole rispetto agli altri stati, non solo al di fuori dell’Europa ma anche all’interno della comunità europea. Infatti in Italia non si può andare oltre alla sperimentazione in piccole parcelle, a livello universitario. Questo blocco non invita nessun ente (pubblico o privato) a effettuare ricerca, quindi a investire dei fondi nel nostro paese, perché non vi sarebbe alcuna possibilità di portare a termine tale ricerca e il prodotto non avrebbe commercializzazione (se non all’estero). Contemporaneamente altri paesi europei studiano, producono e commercializzano diverse colture transgeniche, creando una concorrenza totalmente squilibrata nei confronti dei produttori italiani. Le colture OGM hanno infatti più rese, questo permette agli agricoltori di abbassare i prezzi di vendita, in questo modo gli acquirenti tendono a preferire questi prodotti.
Una sorta di limite al problema sarebbe posta se in Italia fosse presente il divieto di importazione di prodotti OGM da paesi stranieri. Purtroppo questo non avviene, quindi direttamente o indirettamente, ogni consumatore si trova ad acquistare prodotti che contengono tracce di OGM. La commercializzazione di prodotti OGM è infatti molto facile e diffusa nel nostro Paese, in particolare in ambito zootecnico, come foraggi e mangimi.
L’Italia, oggi (ottobre 2015) si trova in una situazione di doppio svantaggio rispetto ai paesi stranieri (anche europei): vi è uno svantaggio dal punto di vista della ricerca, scientifico; ed economico, infatti i paesi esteri possono vendere nel nostro Paese prodotti che noi, al momento, non possiamo neanche produrre.
Anche se gli OGM fossero approvati il nostro Paese si troverebbe a dover colmare un divario enorme nei confronti degli altri stati, che già detengono numerosi brevetti di sementi GM.
Alcuni esempi di piante OGM
- Pomodoro, è stata la prima pianta transgenica messa sul mercato (USA,'94), le sue caratteristiche principali sono dimensioni maggiori e conservazione più lunga. L’FWS è un pomodoro che dura da trenta a quaranta giorni prima di deperire; con la tecnica del DNA ricombinante è stato introdotto nei semi il gene che codifica il soppressore dell'enzima che produce l’etilene, responsabile della normale maturazione dei pomodori (il pomodoro va incontro a invecchiamento ma non marcisce nei tempi delle altre varietà non GM);
- Riso, questo cereale è la principale e a volte l'unica fonte di sussistenza per le popolazioni orientali; tale tipo di dieta è priva di vitamina A, la cui carenza provoca gravi disturbi, addirittura la cecità. L’introduzione della varietà di riso arricchita in vitamina A ha permesso di superare tale problema;
- Soia e mais transgenici sono gli OGM più largamente prodotti e diffusi.
Erroneamente tendiamo a pensare che non facciano quasi parte della nostra dieta, al contrario sono presenti, come cibi fantasma (spesso non indicati sulle etichette, perché contenuti in bassissime quantità), in migliaia di prodotti confezionati.
La soia transgenica è arricchita di acidi grassi insaturi per risolvere molte patologie cardiovascolari (trombosi,arteriosclerosi…), patologie che affliggono una larga fetta della popolazione adulta dei paesi sviluppati.
Abbastanza diffusa e contestata è la soia rr,che resiste agli erbicidi. Le polemiche nascono dal fatto che a causa di questa proprietà aggiuntiva si ha l'aumento dell'uso di erbicidi e il rischio che residui di tali "veleni" rimangano sulla pianta e arrivino fino nel piatto del consumatore. La soia è infatti un prodotto altamente utilizzato, forse più come trasformato che come tale. Di seguito ritroviamo alcuni esempi:
o Proteine estratte dalla soia vengono aggiunte a molti alimenti industriali a base di carne, come il ripieno di ravioli e tortellini. Sull'etichetta si trova solo la dicitura "proteine vegetali";
o Il latte di soia è venduto come surrogato del latte in polvere materno per i bambini che non lo tollerano;
o La farina di soia, usata insieme a quelle di cereali, serve per migliorare le qualità nutrizionali dei prodotti da forno;
o La soia è presente nel 90% dei biscotti e dei prodotti di pasticceria, perché ne aumenta la friabilità;
o La soia, indicata sull'etichetta come "proteina vegetale", è usata nei gelati per aumentare il volume e la sofficità;
o L'olio di soia è uno degli ingredienti più usati negli oli di semi vari;
o La lecitina di soia fa da emulsionante nella cioccolata, negli snack, nei budini, ecc… Quasi sempre sulle etichettature appare solo la scritta "emulsionanti";
o La soia viene utilizzata nelle salamoie per la cottura dei prosciutti e in molti piatti pronti.
A riguardo del mais il più noto alimento transgenico è il mais bt, molto più produttivo rispetto al fratello "naturale", grazie alla capacità di uccidere le larve di lepidotteri e di resistere agli erbicidi.

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