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La genetica di popolazione


L’indagine genetica condotta su intere popolazioni prende il nome di «genetica di popolazione».
Quando si vuol studiare l’ereditarietà di un determinato carattere, si calcola la sua frequenza in un certo numero di individui che prende il nome di campione.
Per esempio un carattere molto semplice da rilevare è la sensibilità alla feniltiocarbamide (o feniltiurea o PTC). Quando viene fatta saggiare una soluzione di questa sostanza a un campione di 400 persone, scelte a caso tra individui dei due sessi e di tutte le età, appartenenti a una popolazione di una città di un certo numero di abitanti (per es. 60.000), si troverà, facciamo il caso, che di esse 280 avvertiranno un «sapore amaro» e le restanti 120 «non sentono alcun sapore» oppure un «sapore dolciastro». Ciò significa che il 70% degli individui è PTC-positivo e il restante 30% è PTC-negativo e relativamente alla popolazione generale della città, ciò significa che circa 42.000 soggetti saranno PTC-positivi e circa 18.000 soggetti saranno PTC—negativi.
La capacità di sentire il sapore amaro è dovuta a un gene T (dall’inglese taster = sensibile) che è dominante sul gene t (no taster = insensibile), che non fa avvertire il sapore amaro. Pertanto le persone «sensibili» possono essere sia omozigoti Tf che eterozigoti Tt, mentre quelle «insensibili» sono tutte omozigoti tt.
Un altro carattere facilmente rilevabile è rappresentato dai gruppi sanguigni, poiché la frequenza dei vari alleli varia nelle diverse popolazioni.
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