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Mendel proveniva da una famiglia di contadini, quindi fin da piccolo aveva imparato le tecniche della coltivazione.
Nell'orto del suo monastero iniziò quindi a coltivare varie piante da frutto ma utilizzò per i suoi esperimenti le piante di pisello, appartenenti alla famiglia delle leguminose.
Utilizzò questa pianta per vari motivi: è facile da coltivare, ha un ciclo vitale breve, è in grado di autoimpollinarsi in quanto presenta dei fiori inariditi e allo stadio adulto presenta sette caratteri facilmente osservsbili.
Per prima cosa egli cercò di ottenere delle linee pure di piante di pisello.
Lasciava cioè che le piante si autoimpollinassero per molte generazioni.
Il fiore della piante di pisello possiede sei organi riproduttivi maschili (stami) che organi riproduttivi femminili (pistilli). Lo stame è formato da un filamento e dall'antera, l'antera produce il polline, ovvero i gameti maschili. Il pistillo è formato dall'ovario , dallo stilo e dallo stimma, l'ovario contiene gli ovuli o gameti femminili.

Il polline liberato dalle antere cade sullo stame dello stesso fiore e va a fecondare gli ovuli presenti nell'ovario che si trasformano in semi.
I piselli presenti nel baccello sono quindi i semi, ogni seme è il prodotto di una fecondazione a sè stante.
Affinchè le piante di pisello si autoimpollinassero, Mendel chiuse i fiori all'interno di sacchetti per evitare che venissero impollinati da pollini provenienti dalle piante vicine.
In questo modo ottene le linee pure.

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