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Decodificazione delle triplette e caratteristiche del codice genetico



Fu Marshall Niremberg nel 1961 a decodificare la prima tripletta, ossia l’UUU corrispondente alla fenilalanina. Niremberg infatti sintetizzò un mRNA costituito da solo uracile, lo inserì in una provetta contenente gli elementi necessari alla sintesi proteica e ottenne fenilalanina.
Nel 1966 fu completa la decodificazione di tutte le 64 combinazioni, di cui 61 sono codificanti e 3 sono di stop (UGA, UAA, UAG). Tra i codoni ha fondamentale importanza anche la sequenza AUG che codifica per la metionina, ma che è anche il codone di inizio di tutti i trascritti. I codoni di stop sono invece detti non senso perché bloccano la traduzione.

Si comprese così che il codice genetico è:
• universale, nel senso che viene interpretato nello stesso modo da tutti gli organismi. Il codice genetico utilizzato dai mitocondri presenta eccezioni all’universalità, per lo più presenta due codoni che codificano per la mietonina.
• degenerato/ridondante: un amminoacido può essere codificato da più codoni, ma non è ambiguo perché un codone codifica per un solo amminoacido. Significativo è che non vi è una uguale ripartizione tra codoni e amminoacidi; ciò è relazionato all’importanza dell’amminoacido. Ad esempio 6 codoni codificano per la serina perché molto probabilmente è un amminoacido molto conservato e importante per molte proteine.