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Classificazione dei viventi


Sono catalogati circa un paio di milioni di specie. La classificazione venne proposta per la prima volta da Carlo Linneo (scienziato del XVIII secolo), padre della sistematica moderna. Nel 1776 scrive “sistema naturae”, dove classifica tutto ciò che esiste in natura in tre gruppi: animali, vegetali e minerali.
Ovviamente non poteva conoscere tutti gli animali (ne incluse circa 9000) ma quello che conta sono i principi che introduce:
1. Nomenclatura binomica = nomenclatura dei viventi con due nomi: il primo indica il genere (insieme di animali simili: es. Panthera, che raggruppa i grandi felini) e si scrive con la maiuscola, il secondo indica la specie. Es. Panthera leo (leone), Canis lupus (lupo)
2. Ripartizione degli animali in categorie tassonomiche (tassonomia deriva da taxa) ordinate gerarchicamente dette taxa (dal greco taxon = classe). Ci sono taxa molto ampi e taxa via, via più piccoli.
-Specie(es. Leo, Tigris)
-Genere(più specie simili)(Es.Panthera,Felis, Linx)
-Famiglia(più generi)(Es.Felidi,Canidi,Ursidi,Procionidi)
-Ordine(più famiglie)(Es. Carnivori*, roditori, primati)
-Classe(più ordini)(Mammiferi, rettili, uccelli, pesci, anfibi)
-Tipo o philum(animali con struttura anatomica confrontabile)(Es. Cordati)
-regno(Es. animali)
*In senso generico indica gli animali che mangiano carne, ma con valenza sistematica indica un ordine cioè un gruppo di famiglie.

I vari gruppi tassonomici non sono tutti ugualmente numerosi ma la numerosità non ha niente a che fare con la suddivisione. Alcuni ordini hanno moltissime specie, altri poche:
Es. Coleotteri (ordine) 300.000 specie
Proboscidati (ordine), una famiglia, due generi, due specie (elefante indiano e africano)
Per le forme diversificate esistono anche categorie intermedie:
Es. I carnivori hanno due sott’ordini: pinnipedi, fissipedi. Hanno anche delle super famiglie cioè raggruppamenti di famiglie.
Si possono fare, quindi, ulteriori distinzioni interne.

Criteri di classificazione


Uno dei principali problemi della sistematica è che la classificazione è abbastanza arbitraria. Le categorie sono un’invenzione umana, non esistono in natura. L’unica esistente in natura è la specie. Gli individui di una stessa specie sono tra loro interfecondi. La specie si definisce infatti come insieme di organismi tra loro interfecondi e isolati riproduttivamente dagli altri. Non importa se si assomigliano o no. Es. i cani anche se molto diversificati sono interfecondi. Ci sono invece specie apparentemente identiche ma isolate riproduttivamente. Tutti gli altri taxa sono artificiali.
Occorre quindi un meccanismo per classificarli. Linneo utilizzava il criterio della somiglianza. Questa modalità è un po’ vaga ovviamente. Al tempo però (1700) non c’era la teoria dell’evoluzione. Usò quindi il criterio delle somiglianze e differenze. Ora invece ci si basa sull’evoluzione, sulle parentele tra esseri viventi.
La scuola più seguita è la cladistica da "clade", cioè la biforcazione dell’albero evolutivo. L’evoluzione procede per successive biforcazioni dette clade. Se due animali sono dello stesso gruppo, famiglia, ecc. hanno gran parte dell’albero evolutivo comune e un progenitore vicino nel tempo. Le biforcazioni più recenti sono quelle tra specie, quelle più lontane fra classi, tipi, regni. La classificazione secondo la cladistica cerca quindi di ricostruire contemporaneamente la storia della vita sul pianeta oltre alla classificazione.
Generalmente questa classificazione moderna per parentele produce risultati quasi uguali alla classificazione tradizionale. Anche Linneo metteva il leone, la tigre, ecc. nello stesso genere e nella famiglia dei felidi perché è evidente che gli animali strettamente imparentati si assomigliano. La somiglianza è spesso indice di parentela. Tuttavia bisogna stare attenti perché non sempre la somiglianza è un indice preciso di parentela poiché ci sono fenomeni di convergenza e divergenza evolutiva che fanno assomigliare specie diverse e diversificare specie simili. I delfini per es. per somiglianza li metterei nei pesci, ma sarebbe un errore. Spesso animali molto lontani come parentela si assomigliano e vivono nello stesso ambiente. Altre volte animali strettamente imparentati sono molto diversi fra loro.
Oggi è possibile stabilire con grande precisione le parentele con lo studio del DNA. Es. Il panda veniva messo nei procionidi perché ha una dentatura particolare e diversissima da quella degli orsi. Dall’analisi del DNA, invece, è stato scoperto che è molto più vicino agli ursidi. E’ il risultato della divergenza evolutiva: un orso assume abitudini vegetariane e arriva a diversificarsi molto dai suoi simili.

Da Linneo oltre a cambiare i criteri di classificazione abbiamo cambiato una cosa: Linneo divideva i viventi in animali e vegetali, poiché gli unicellulari non erano ancora noti. Quando li hanno scoperti inizialmente cercavano di metterli in uno di questi due, ma poi si è capito che era una forzatura. Sono quindi nati i 5 regni.
1. Monere: indica sostanzialmente i batteri. Sono unicellulari procarioti (hanno una cellula piccola e semplice senza nucleo e senza un’organizzazione complicata.)
2. Protisti: eucarioti unicellulari. Ce ne sono di autotrofi e di eterotrofi.
3. Funghi: eucarioti pluricellulari. Messi da Linneo nei vegetali, perché sembra che
non mangino, e decompositori. In qualche modo assomigliano di più agli animali.
4. Vegetali: autotrofi/foto sintetici. Sono eucarioti pluricellulari
5. Animali: eterotrofi (si nutrono di altri organismi). Sono eucarioti pluricellulari
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