Una delle caratteristiche più singolari del nostro pianeta è la considerevole varietà di organismi che lo popolano. Per spiegare l'origine e la varietà delle forme di vita quasi tutte le culture del mondo si sono basate su ipotesi creazioniste. Creazionismo = teoria secondo la quale tutte le specie viventi, compreso l’uomo, sono state create da una mente divina secondo un progetto che le aveva concepite già perfettamente adatte all’ambiente loro destinato.
Tra la fine del '700 e la prima metà dell'800 il creazionismo cominciò ad essere messo in discussione. I ritrovamenti di resti fossili portarono i naturalisti a concludere che le specie potessero cambiare nel tempo. Si fece strada il concetto di evoluzione. Nel corso del tempo le specie subiscono un lentissimo ma continuo mutamento, assumendo caratteristiche che le rendono sempre più adatte all’ambiente in cui vivono. Il dibattito fra creazionisti e evoluzionisti è ancora diffuso e tradizionalmente molto "vivo" negli Stati Uniti. Uno dei primi a formulare una teoria evoluzionistica fu il naturalista francese Jean Baptiste Lamarck. Secondo lui, gli esseri viventi, nell'adattamento all'ambiente, acquisiscono caratteri nuovi che si trasmettono per via genetica

(ereditarietà dei caratteri acquisiti).
Charles Darwin, biologo e naturalista britannico, successivamente, formulò la prima vera teoria in grado di spiegare il meccanismo dell’evoluzione. Raccolse molti dei dati su cui basò la sua teoria durante un viaggio intorno al mondo sulla nave Beagle: un viaggio di cinque anni che "ispirò" al giovane Darwin la Teoria dell'Evoluzione. Egli scoprì:
Tartaruga Gigante
Fringuelli delle Galapagos
Iguana Rosa
Pubblicò la sua teoria sull’evoluzione della specie nel libro ‘l’origine della specie (nel 1859),
teoria secondo la tutti gli esseri viventi, uomo compreso, sono sottoposti, nel succedersi delle generazioni, a lenti ma continui cambiamenti, chiamati evoluzione.
TEORIA DELL'EVOLUZIONE E DELLA SELEZIONE NATURALE
<<L'ambiente seleziona (selezione naturale) gli individui che, a seguito di queste mutazioni, risultano più adatti alla sopravvivenza e alla riproduzione; il cambiamento, impercettibile nel corso di una generazione, è evidente nei millenni della storia della vita sulla Terra. La conservazione delle differenze e variazioni individuali favorevoli e la distruzione di quelle nocive sono state da me chiamate "selezione naturale " o "sopravvivenza del più adatto". Le variazioni che non sono né utili né nocive non saranno influenzate dalla selezione naturale, e rimarranno allo stato di elementi fluttuanti, come si può osservare in certe specie polimorfe, o infine, si fisseranno, per cause dipendenti dalla natura dell'organismo e da quella delle condizioni >>.
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