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L'evoluzione biologica e la teoria di Darwin

La teoria sull’origine delle specie che dominò la cultura occidentale fino alla seconda metà del XVIII secolo fu il creazionismo, che sosteneva l’immutabilità delle specie e la loro formazione per intervento divino.
Lo studio dei fossili e la classificazione dei viventi secondo un ordine di complessità crescente suggerì ad alcuni studiosi l’idea di una possibile evoluzione. Lamark, nei primi anno dell’800, formulò l’ipotesi che in tutti gli esseri viventi fosse presente una spinta interna al cambiamento; egli sosteneva che, in seguito all’uso o al disuso di una parte del corpo, l’individuo tende a sviluppare certe caratteristiche (caratteri acquisiti) che passano ai discendenti. Cuvier, invece, spiegava le estinzioni con la teoria del catastrofismo.
Durante un viaggio intorno al mondo, Charles Darwin raccolse una quantità enorme di reperti, osservò la distribuzione delle piante e degli animali, e osservò gli equilibri biologici negli ambienti più diversi.

Al suo ritorno, elaborando le proprie osservazioni, Darwin giunse alla conclusione che gli esseri viventi si evolvono nel tempo, e che tutte le specie discendono da forme di vita ancestrali attraverso una discendenza con modificazioni. La selezione naturale, cioè il successo riproduttivo diversificato, è alla base dei meccanismi evolutivi.

Le prove dell'evoluzione

La documentazione fossile negli strati di rocce sedimentarie costituisce una prova a favore dell’evoluzione della vita sulla Terra. Essa dimostra che gli organismi sono apparsi in una sequenza cronologica e che molte specie, oggi estinte, avevano stretti legami di parentela con le specie attuali. Altre prove a favore dell’evoluzione provengono dalla biogeografia delle specie, dall’anatomia comparata, dall’embriologia comparata degli animali e dalla biologia molecolare. Gli studi basati sul confronto del DNA e delle proteine di specie diverse confermano l’ipotesi sulla parentela degli organismi basata sui fossili e sull’anatomia comparata.

Definizioni

- Biogeografia: distribuzione che mette a confronto le strutture corporee di specie diverse.
- Anatomia comparata: studio delle strutture che compaiono durante lo sviluppo dei diversi organismi.
- Biologia molecolare: studia le basi molecolari dell’evoluzione.

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