Concetti Chiave
- Le piante sono organismi fotosintetici pluricellulari che derivano da un antenato simile all'alga verde Coleochaete.
- La struttura delle piante è composta da radici, fusto e foglie, ognuna con funzioni specifiche per la vita della pianta.
- Le foglie sono fondamentali per la fotosintesi e contengono tessuti specializzati, come il mesofillo, per assorbire la luce.
- Le foglie si adattano agli ambienti in cui vivono, variando in forma e dimensione per ottimizzare l'assorbimento di luce e conservazione dell'acqua.
- Lo scambio di sostanze nelle foglie avviene attraverso fasci conduttori e stomi, che regolano l'entrata e l'uscita di acqua, ossigeno e anidride carbonica.
Le piante sono organismi fotosintetici pluricellulari principalmente terrestri.
Il loro primo antenato è stato un’alga verde pluricellulare simile alla COLEOCHAETE.
Come nelle piante attuali, i suoi principali pigmenti erano:
1) CLOROFILLA A e B;
2) CAROTEINODI.
La sua fonte di energia era la luce del sole ed essa otteneva ossigeno, anidride carbonica e minerali dall’acqua. E questo è quello che accade anche in tutte le piante attuali: a partire dal sole e dall’acqua esse producono sostanze organiche da cui dipendono la vita di tutte le altre piante e tutti gli altri animali.
Struttura delle piante
Ogni pianta ha una sua struttura particolare a seconda dei climi ed ambienti in cui vive, che gli è necessaria per vivere e procurarsi gli alimenti.
Le piante sono in generale costituite da tre parti principali:
1) RADICI per l’assorbimento delle sostanze dal suolo e l’ancoraggio al suolo;
2) Un FUSTO per il sostegno e l’elevamento verso il sole.
3) Strutture quali le FOGLIE per assorbire la luce e attuare la fotosintesi clorofilliana.
In questa sede parliamo, seppur brevemente, delle foglie.
Funzione delle foglie
Le foglie hanno il compito principale di “esporsi” al sole in modo da rendere possibile la fotosintesi clorofilliana.
Le cellule delle foglie sono PARENCHIMATICHE, e possono essere di due tipi:
1) PARENCHIMA A PALIZZATA: formato cellule cilindriche densamente ammassate sotto la superficie superiore della foglia;
2) PARENCHIMA SPUGNOSO: formato da cellule di forma irregolare con grandi intervalli riempiti da vapore acqueo, ossigeno ed anidride carbonica.
Entrambi i due parenchima costituiscono il tessuto fondamentale della foglia, chiamato MESOFILLO.
Esso è racchiuso da un involucro quasi ermetico di CELLULE EPIDERMICHE, che secernono una sostanza cerosa che forma un rivestimento -la CUTICOLA-.
Cellule epidermiche e cuticola sono trasparenti, e permettono alla luce di penetrare fino alle cellule fotosintetiche.
Le sostanze entrano o escono dalla foglia attraverso:
1) FASCI CONDUTTORI, da cui entrano acqua e minerali ed escono i prodotti della fotosintesi. Nella foglia sono solitamente chiamata NERVATURE, che formano come dei disegni sulla foglia.
2) STOMI, da cui entrano ed escono dalla foglia ossigeno e anidride carbonica per diffusione. Stoma in greco vuol dire bocca, infatti essi sono come delle piccole aperture delimitate dalle CELLULE DI GUARDIA, che aprono o chiudono le aperture.
Adattamenti delle foglie
Le foglie possono avere molte forme e dimensioni, dovute in gran parte alle differenze degli ambienti in cui vivono le piante.
Le foglie grandi si trovano in luoghi come la foresta pluviale, dove l’acque è abbondante, ma è grande la “competizione” per la luce del sole. Quelle piccole sono invece tipiche dei luoghi aridi (nei quali il problema di trattenere l’acqua è più importante del catturare la luce del sole). Esse possono arrivare a riduzioni estreme come nei cactus, dove le foglie si sono trasformate in spine rigide. Nel cactus la fotosintesi –che dunque non può avvenire nelle foglie- avviene invece nei fusti carnosi, che hanno anche il compito di conservare l’acqua.
In molte piante le foglie sono adibite alla conservazione dell’acqua.
I bulbi ad esempio, come le cipolle, sono grosse strutture con un piccolo fusto e foglie adattate alla conservazione delle sostanze nutritive.
A volte è il picciolo a diventare carnoso, come nel sedano o nel rabarbaro.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine delle piante terrestri?
- Quali sono le tre parti principali di una pianta?
- Qual è la funzione principale delle foglie?
- Come avviene lo scambio di gas nelle foglie?
- In che modo le foglie si adattano ai diversi ambienti?
Le piante terrestri derivano da un antenato comune, un'alga verde pluricellulare simile alla Coleochaete, che utilizzava la luce del sole per la fotosintesi, producendo sostanze organiche essenziali per la vita.
Le piante sono costituite da radici, fusto e foglie, ognuna con funzioni specifiche per l'assorbimento di sostanze, il sostegno e la fotosintesi.
Le foglie hanno il compito di esporsi al sole per attuare la fotosintesi clorofilliana, grazie alla loro struttura e alle cellule parenchimatiche.
Lo scambio di gas avviene attraverso gli stomati, piccole aperture che permettono l'ingresso di anidride carbonica e l'uscita di ossigeno, regolato dalle cellule di guardia.
Le foglie si adattano alle condizioni ambientali variando in forma e dimensione; ad esempio, foglie grandi nelle foreste pluviali e foglie piccole nei luoghi aridi, come nei cactus, dove la fotosintesi avviene nei fusti.