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Da Darwin agli studi della Genetica:il neodarwinismo



Il concetto dell’evoluzione dei viventi per selezione naturale subì ampliamenti e modifiche già durante la vita di Darwin, ma fu in seguito rivoluzionato dagli studi della Genetica; la spiegazione di molti fenomeni era a portata di mano, poiché Mendel con i suoi studi aveva gettato le basi della teoria della trasmissione dei caratteri ereditari.
Ma gli studi di Mendel non ebbero la giusta udienza nella comunità scientifica se non molto tempo dopo.
Dagli inizi del ‘900 le teorie evoluzionistiche hanno subito un nuovo impulso e hanno ricevuto convalida dagli studi della Genetica, che ha avuto un notevole sviluppo, e da altre discipline. Negli anni ‘40, grazie ai risultati conseguiti in più discipline, si pervenne a una teoria che rappresentava una sintesi moderna ditali risultati, definita neodarwinismo. Notevole fu il contributo dato al neodarwinismo da Ernest Mayr, Theodosius Dobzhansky e da genetisti quali R. A. Fisher,J. Haldane e S. Wrigt.
Soprattutto vi è stata una profonda revisione del concetto di selezione, che non è affermazione dell’individuo più forte, ma affermazione di quello che assicura una maggiore discendenza. Il banco di prova dell’evoluzione diventa il successo riproduttivo e viene introdotto il concetto di fitness, cioè la capacità di riprodursi in un particolare ambiente. La selezione perde il significato di forza distruttrice ma assume il significato di forza creatrice, che filtra e diffonde nuovi caratteri (novità geniche).
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