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Prime teorie evolutive


L’idea che gli organismi cambiano nel tempo è stata avanzata per la prima volta solo nel 1700: qualche illuminista francese aveva già detto che gli uomini potevano discendere dalle scimmie, era già arrivato a questa conclusione. Tutta via era solo un’ipotesi che non riuscivano a spiegare, non riuscivano a capire che cosa fosse effettivamente a modificare e trasformare gli organismi.
Noi oggi abbiamo le idee abbastanza chiare perché conosciamo bene i meccanismi di funzionamento degli esseri viventi, nel 1700 invece si conosceva poco niente (consideriamo che il DNA è stato scoperto molto recentemente, nel XX secolo). Le prime formulazioni della teoria dell’evoluzione, quindi, erano imperfette e in qualche caso errate. Anche grazie ai loro errori però si è riusciti poi a sviluppare una teoria valida.

Lamarck

Il primo pensatore che elabora in maniera compiuta e ragionata una teoria dell’evoluzione è Lamarck, scienziato di origine tedesca che ha però vissuto in Francia, dove è stato direttore del museo nazionale francese a Parigi. Nel 1800 Lamarck formula una prima teoria dell’evoluzione, che secondo lui serviva a spiegare l’esistenza dei fossili. In quel periodo infatti la questione dei fossili era importantissima ed è il principale aspetto che lui considera (Darwin invece sarà più colpito dal problema della variabilità). La scoperta dei fossili infatti disturbava molto, perché bisognava spiegare da dove venissero queste creature. Erano state date varie risposte: per esempio un contemporaneo di Lamarck, Cuvier, sosteneva che ci fossero state diverse creazioni, non una sola. Lamarck però non era d’accordo con la sua ipotesi, perché sarebbe come dire che Dio ha creato le prime forme di vita inadeguate e imperfette e quindi ha dovuto correggere i suoi stessi errori. Ma se Dio è perfetto come fa ad aver sbagliato ? tutto sommato anche Lamarck partiva da ragionamenti religiosi.

La teoria di Lamarck


Secondo Lamarck invece succede questo: siccome l’ambiente è mutevole ( i geologi hanno raccolto molte prove del fatto che i climi sulla terra, gli ambienti naturali cambino), gli organismo devono cambiare per adattarsi ai cambiamenti ambientali. In questa ipotesi ci sono alcune idee corrette, l’intuizione dell’adattamento all’ambiente è corretta. Inoltre, per Lamarck era anche importante il fatto che il cambiamento doveva essere molto lento e graduale, cioè non si vedeva in decine o centinaia di generazioni, ma ce ne volevano migliaia. Queste idee di Lamarck erano corrette, però doveva anche spiegare come avvenisse questo cambiamento e su questo punto commette degli errori, che se vogliamo sono anche comprensibili, dato il periodo storico. Nel 1700 non si sapeva neanche che la cellula è l’unità fondamentale degli organismi viventi, non si sapeva niente dei cromosomi né della genetica. In queste condizioni quindi è ovvio che i primi tentativi di dare una spiegazione contengano errori. Lamarck in particolare pensava che i diversi organismi avessero ricevuto dal creatore una plasticità, cioè che Dio, invece che creare delle forme di vita compiute e già belle che pronte, ha creato delle forme di vita quasi informi e poco elaborate, dotandole però di una plasticità, cioè una capacità di cambiare per potersi meglio adattare ai vari ambienti. C’è quindi una plasticità di fondo, una capacità di cambiare nelle forme di vita. Gli esseri viventi non sono statici, non sono stati creati in maniera fissa, identica e immutabile. All’inizio quindi abbiamo varie forme di vita imperfette. L’errore commesso da Lamarck era però il fatto che, secondo lui, le varie forme di vita imperfette che vengono messe al mondo, non sono imparentate tra di loro.

Le teorie sul grafico cartesiano


Creazionismo: se non ci fosse evoluzione le forme di vita rimarrebbero uguali nel tempo e le traiettorie delle varie forme di vita nella storia della vita sono quindi delle rette parallele all’asse delle X.
Lamarck: secondo Lamarck la storia della vita non è rappresentata da tante linee parallele all’asse delle X, perché le forme di vita cambiano e si modificano nel tempo. Alcune di più, altre di meno, ma in generale la storia della vita è rappresentata da linee che cambiano nel tempo. Queste linee per Lamarck erano tutte indipendenti e questo è un grosso errore.
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