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Esperimenti di Morgan



Gli esperimenti di Morgan portarono a tre risultati diversi.
• Il primo fu la dimostrazione sperimentale della localizzazione dei geni sui cromo-
somi. Questo ai primi del ‘900 era stato ipotizzato: i movimenti dei cromosomi ri- chiamavano i meccanismi di segregazione dei caratteri di cui aveva parlato Men- del, per cui si ipotizzò che i geni, che controllavano le caratteristiche ereditarie, fossero localizzati sui cromosomi. La dimostrazione sperimentale arrivò nel 1910 con gli esperimenti di Morgan.
• Il secondo risultato fu la dimostrazione che i quadri di trasmissione di geni che mappavano (localizzati) sul cromosoma X, procedevano in maniera diversa nel maschio e nella femmina.
• Il terzo risultato fu una sorta di estensione della seconda legge di Mendel. Mendel aveva parlato dell’assortimento indipendente: geni che controllano caratteri distinti segregano, al momento della meiosi, indipendentemente l’uno dall’altro. In realtà, Morgan dimostrò che questo è vero se i geni considerati non si trovano sullo stes- so cromosoma.

Il materia sperimentale utilizzato da Morgan fu il moscerino della frutta. La droso- phila melanogaster aveva cicli di riproduzione particolarmente rapidi, questo permetteva, in tempi brevi, di allevare tantissimi esemplari. Era quindi facile, nell’ambito della popolazione dei moscerini che venivano allevati in laboratorio, individuare dei mutanti.
Normalmente la drosophila ha gli occhi rossi. Venne identificato un moscerino mutante maschio con gli occhi bianchi. Morgan volle vedere se questo carattere, colle- gato con il gene che controllava il carattere “colore degli occhi”, segregava secondo le leggi di Mendel.
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