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Il trasporto di membrana


Le cellule non sono compartimenti chiusi e la loro sopravvivenza è strettamente legata allo scambio di sostanze con l’ambiente extracellulare. Si definiscono trasporti di membrana tutti i processi che consentono alle molecole di attraversare le membrane biologiche. Si parla di trasporto passivo quando non c’è dispendio energetico, di trasporto attivo quando c’è consumo di energia.


Il trasporto attraverso le membrane cellulari


Come funzione il trasporto passivo


Esistono diversi meccanismi di trasporto passivo: i più importanti sono la diffusione e l’osmosi.
Un comune meccanismo di trasporto passivo è la cosiddetta diffusione semplice: le molecole in soluzione tendono a spostarsi dalle zone dove sono più concentrate verso quelle dove sono meno concentrate.
Esistono sostanze di maggiori dimensioni, hanno bisogno di passare attraverso speciali “canali” le cosidette proteine canale, per riuscire ad attraversare la membrana. Questo meccanismo viene definito diffusione facilitata.
Un caso particolare di diffusione è rappresentato dal trasporto dell’acqua, il solvente più comune nei sistemi biologici.

Quando ai due lati della membrana c’è una diversa concentrazione di un soluto che non è in grado di passare, le molecole d’acqua migrano dal lato dove il soluto è meno concentrato a quello dov’è più concentrato, riducendo così il gradiente di concentrazione. Questo fenomeno è detto osmosi e procede finché la concentrazione del soluto diventa uguale in entrambe le soluzioni, raggiungendo l’equilibrio.
Una caratteristica tipica di tutti i viventi è la capacità di mantenere l’ambiente interno relativamente costante, indipendentemente dall’ambiente esterno. Questa funzione prende nome di omeostasi.

La cellula ha bisogno di importare ed esportare attivamente tutta una serie di molecole che devono attraversare la membrana contro gradiente di concentrazione, cioè da una zona a concentrazione minore a una zona a concentrazione maggiore.
Questo tipo di trasporto, definito trasporto attivo
L’energia necessaria per il traporto attivo è ricavata dall’ATP: l’idrolisi dell’ATP libera energia che spinge ioni o molecole in direzione opposta al gradiente di concentrazione.
Alcune molecole sono troppo grosse per attraversare la membrana anche con l’aiuto delle proteine carrier; per queste molecole, la cellula utilizza due modalità di trasporto: l’esocitosi e l’endocitosi.

Nell’esocitosi, il meccanismo consiste nella formazione a livello citoplasmatico di vescicole che inglobano molecole di grandi dimensioni. Le vescicole, fondendosi con la membrana della cellula, espellono il loro contenuto.
Nell’endocitosi, le vescicole si formano da strozzature della membrana e servono per inglobare all’interno della cellula sostanze presenti nell’ambiente esterno. Esistono tre tipi di endocitosi: la fagocitosi, che permette di trasportare particelle solide o cellule intere; la pinocitosi, che consente di assumere; l’endocitosi mediata da recettori, che utilizza recettori proteici per legare specifiche molecole presenti nell’ambiente e introdurle nella cellula.

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