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I PEROSSISOMI

I perossisomi o microsomi sono organuli comuni a tutte le cellule eucarioti. Sono sferici, con un diametro di 0,3-1,5 pm (leggermente più piccoli dei mitocondri medi) e delimitati da una membrana singola. Il loro contenuto è finemente granulare; a volte è individuabile un evidente centro cristallino o costituito da una proteina cristallizzata (enzima) e prodotto dal reticolo endoplasmatico ruvido.
La caratteristica che distingue maggiormente gli organuli, detti perossisomi, è il loro elevato contenuto dell'enzima catalasi che catalizza la decomposizione del perossido di idrogeno in acqua e ossigeno. Si tratta di una reazione fondamentale per garantire la vita alla cellula: il perossido di idrogeno, infatti, è un prodotto secondario di alcune reazioni di ossidazione cellulare ed è anche molto tossico, quindi deve essere eliminato immediatamente.

Nelle cellule vegetali vi sono tre particolari tipi di perossisomi:
- i gliossisomi, così denominati perché metabolizzano il composto gliossilato, i quali sono incaricati in particolare della conversione dei lipidi in saccarosio nei semi ricchi di lipidi, come accade per esempio nell'endosperma dei semi del ricino;
- I perossisomi fogliari, importanti nel processo di fotorespirazione, nel quale si associano intimamente con cloroplasti e mitocondri;
- I perossisomi non specializzati, presenti in altri tessuti.

I VACUOLI

Un vacuolo è una cavità avvolta da membrana ed è più grosso di una vescicola. Vacuoli piccoli sono presenti nelle cellule animali, mentre vacuoli di grandi dimensioni si trovano nelle cellule vegetali. In genere, le cellule vegetali sono dotate di uno o due grossi vacuoli pieni di una soluzione acquosa che, premendo contro la parete cellulare, contribuisce al sostegno della cellula stessa.
I vacuoli sono usati di solito come aree di deposito, ma possono essere specializzati in alcune funzioni. I vacuoli delle cellule vegetali contengono pigmenti e sostanze tossiche oltre all'acqua, agli zuccheri e ai sali. Per esempio, i pigmenti responsabili del colore rosso, blu e viola dei fiori e di alcune foglie sono contenuti in specifici vacuoli cellulari.

I CLOROPLASTI

I cloroplasti, che misurano dai 4 ai 6 micrometri di diametro e da l a 5 micrometri di lunghezza, fanno parte di un gruppo di organuli delle piante che si chiamano plastidi. Sono da includere in questo gruppo anche i leucopiasti, che immagazzinano l'amido, e i cromoplasti che contengono i pigmenti rossi e arancioni.
Un cloroplasto è avvolto da una doppia membrana e comprende al suo interno un'altra membrana, organizzata in sacche appiattite che si chiamano tilacoidi. I tilacoidi sono impilati uno sull'altro come se si trattasse di monete, l'equivalente di ogni pila si chiama grano. I grani sono collegati tra loro tramite membrane, le cosiddette lamelle. Lo spazio tra i grani è pieno di liquido ed è detto stroma.
I cloroplasti sono gli organuli che consentono lo svolgimento della fotosintesi. La fotosintesi, infatti, necessita di pigmenti che catturino l'energia solare e di enzimi che sintetizzino i carboidrati. I principali pigmenti sono contenuti entro le membrane del tilacoide che si trova all'interno dei cloroplasti: sono pigmenti verdi, chiamati clorofille. Gli enzimi invece si trovano all'interno dello stroma. I cloroplasti hanno un proprio DNA e propri ribosomi e possono anche produrre automaticamente determinate proteine. Inoltre sono in grado di autoriprodursi, dividendosi in due.

MlTOCONDRI

I mitocondri sono i generatori di energia per la cellula. La maggior parte dei mitocondri ha diametro compreso tra 0,5 e l micrometro e lunghezza di circa 7 micrometri, anche se le dimensioni e la forma possono variare. I mitocondri, come i cloroplasti, sono racchiusi da una doppia membrana interna che è ripiegata in piccole sporgenze, dette creste, che si protendono nella matrice, lo spazio riempito da un fluido gelatinoso.
Analogamente ai cloroplasti, i mitocondri contengono il proprio DNA e i ribosomi e possono produrre alcune proteine. Anche i mitocondri sono in grado di autoprodursi, dividendosi in due in modo autonomo rispetto alla divisione della cellula alla quale appartengono.

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