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Le differenze tra i meristemi primari e i meristemi secondari

I meristemi primari si caratterizzano per:
- Cellule piccole, isodiametriche e di forma prismatica, con parete cellulare sottile;
- Rapporto nucleo/citoplasma elevato (quindi a favore del nucleo, che è voluminoso e centrale). Sono inoltre presenti numerosi ribosomi e vi è un’attiva sintesi di proteine e lipidi;
- Presenza di numerosi provacuoli, e altri organelli in via di formazione, quali proplastidi ecc… .
Nell’immagine a lato è presente una sezione longitudinale di un apice vegetativo, le cellule sono piccole, più scure nella parte apicale. Sono presenti zone più scure anche in basso, in quanto ci sono i meristemi ascellari. Tutto il meristema è circondato dall’epidermide di protezione.
I meristemi primari, in base a cosa producono, si divodono in:

- Meristema vegetativo o caulinare, che a sua volta produce:
o Fiore o infiorescenza;
o Viticci o spine;
o Foglie e rami.
- Meristema radicale, che produce le radici.
I meristemi secondari, invece, si caratterizzano per:
- Cellule adulte, allugate secondo la direzione di accrescimento;
- Rapporto nucleo/citoplasma basso;
- Presenza di uno o di pochi grandi vacuoli.
6.10 Divisione delle cellule nei meristemi
Le cellule del meristema devono potersi dividere, e questo avviene secondo due piani:
- Divisioni anticlinali, sono perpendicolari alla superficie dell’apice, con formazione di nuove cellule esterne;
- Divisioni periclinali, parallele alla superficie dell’apice, con formazione di cellule verso l’interno.
La disposizione dei piani dipende da come si dispone la banda pre-profasica nella divisione cellulare. A volte è necessario che si formino cellule di dimensioni diverse, come per gli stomi. Quindi possiamo avere anche divisioni irregolari.
Il processo di divisione degli apici vegetativi e radicali è descritto da tre differenti scuole di pensiero:
- Secondo i piani di divisione (teoria Tunica-Corpus);
- Secondo il destino delle cellule prodotte (L1, L2, L3);
- Secondo la velocità di divisione e la dimensione delle cellule ottenute.
La teoria Tunica-Corpus prevede che vi sia una zona esterna del domo, di circa tre strati, detta tunica, la quale darà origine all’epidermide e ai parenchimi. La zona centrale, senza le cellule iniziali, e detta cropus, e darà
origine ai tessuti interni. Nel corpus le divisioni sono sia periclinali che anticlinali, mentre nella tunica sono solamente anticlinali.
La teoria basata sul destino delle cellule prodotte prevede 3 strati di cellule, uno sopra all’altro, divisi in base alla tipologia di cellule che produrranno per i diversi tessuti. Lo strato L1 produce cellule che andranno a costituire l’epidermide, lo strato L2 produce le cellule che formeranno la corteccia, lo strato L3 produce in parte cellule per il sitema di conduzione, in parte cellule per l’apparato di riserva.
La teoria basata sulla velocità di divisione e sulla dimensione delle cellule prevede la suddivisione del meristema in tre zone:
- Zona centrale: contiene le cellule iniziali, lenta divisione, cellule grandi;
- Zona periferica: cellule che si dividono rapidamente e più piccole;
- Zona Rib: cellule di grandezza intermedia che si riproducono con velocità intermedia.
Le due teorie più accreditate sono le prime due.
Nel meristema radicale troviamo l’apice della radice, che come già detto in precedenza non produce elementi laterali. La formazione di radici laterali è mediata dal periciclo, che si trova in una situazione intermedia tra un meristema primario e un meristema secondario.

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