Video appunto: Poro nucleare
Il poro può essere forse descritto come una piccola area dove le due membrane (le membrane dei due foglietti) si fondono fra di loro, creando una continuità topologica fra due comparti, il citoplasma e il nucleo.
A cavallo del poro vi è un insieme di proteine, il complesso del poro, che ha simmetria ottagonale. Si ricordi che il poro ha un’ampiezza tale da consentire libero transito di molecole di dimensioni ridotte, fino ad alcune centinaia di Dalton, probabilmente, invece per le molecole di dimensioni superiori, e quindi acidi nucleici e proteine (queste sono le principali molecole in gioco), il complesso del poro effettua un filtro molto selettivo: le proteine che sono destinate ad agire nel nucleo, sintetizzate naturalmente nel citoplasma, quando si trovano in prossimità del poro vengono riconosciute dalle proteine del complesso, grazie alla presenza di una specifica sequenza di segnale, e vengono trasportate all’interno del nucleo.


Lo stesso dicasi per il traffico in senso opposto, in particolare è facile pensare a tutte le specie di RNA che, prodotte nel nucleo, devono poi trasferirsi nel citoplasma, comprese quelle che fanno parte delle subunità ribosomiali. Perciò, in ultima analisi, il poro deve essere sufficientemente ampio da consentire la fuoriuscita di intere subunità ribosomiali.