Video appunto: Involucro nucleare
La premessa, naturalmente, è che il nucleo è racchiuso all’interno di una struttura membranosa, quindi formata essenzialmente dallo stesso strato fosfolipidico del plasmalemma, ma con qualche complicazione in più di grande interesse. Provando ad avvicinarsi all’immagine (Fig. 16) è possibile scorrere lungo la superficie del nucleo e identificare una linea molto densa, un po’ più esterna (gialla), e una linea più interna (blu), che in realtà si confonde con la cromatina, più compatta, ma è molto evidente lo spazio intermedio più chiaro.


Quando si osserva questa struttura con la dovuta calma, ci si rende conto che l’involucro nucleare non è una semplice membrana: è una doppia membrana, con un foglietto esterno, rivolto verso il citoplasma, e un foglietto interno, rivolto verso l’interno del nucleo. Bisogna fare anche qui molta attenzione a non entrare in una pericolosa confusione: quando si dice ‘doppia membrana’ non deve essere confuso con il doppio stato fosfolipidico della membrana; queste sono proprio due membrane intere, quindi ciascuna formata da due strati fosfolipidici. Questo spazio interno, si chiama cisterna perinucleare, ed è in continuità con il reticolo endoplasmatico rugoso. Quindi sembra esserci un paradosso, ci si potrebbe porre il quesito: “come fa questo materiale a transitare da una parte all’altra se non solo è presente una membrana di divisone, ma ne sono presenti addirittura due?”. La risposta, che naturalmente è ben nota, sta nella presenza dei pori nucleari.