pexolo di pexolo
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Metabolismo dell’alcol


I processi metabolici avvengono attraverso tre enzimi: alcol deidrogenasi, catalasi e aldeide deidrogenasi. Tuttavia un consumo moderato di alcol richiede solamente l’intervento del primo enzima, dove per consumo moderato si fa riferimento a un’assunzione inferiore ai 2/3 litri di vino al giorno o 5/6 per la birra che diventano già eccessivi. L’alcol deidrogenasi si trova sia a livello della parete gastrica che a livello epatico. La sua azione determina, in presenza di NAD che funge da accettore di idrogeni, la produzione di acetaldeide e NADH (che blocca la gluconeogenesi). L’acetaldeide viene poi trasformata in acetato da parte dell’acetaldeide deidrogenasi. In fine dall’acetato si trasforma in acetil CoA che attraverso il ciclo di Krebs si ossida a CO2 e H2O. Oltre al blocco della gluconeogenesi, all’incremento dell’acidità dovuta ai corpi chetonici e la sottrazione dei metaboliti un consumo eccessivo di alcol comporta anche la steatosi epatica. Con questo termine ci si riferisce ad un accumulo di lipidi nel citosol dovuto alla mancanza di NAD che stimola la reazione di riduzione del diidrossiacetone fosfato a glicerolo fosfato.
L’attivazione dell’ossigeno può essere determinata da sistemi non enzimatici come luce, metalli e enzimatici. Con un solo é acquisito si forma il radicale superossido e con due il perossido. Se l’O è legato all’azoto si può avere tutta un’altra gamma di radicali a carico dell’azoto. Le fonti esogene di questi radicali sono il fumo, smog, radiazioni, ecc. A livello endogeno i radicali più importanti sono i ROS che si formano a livello mitocondriale. Un radicale secondario è invece l’alcossido (COO*). Anche gli antiossidanti possono essere enzimatici (SOD, catalasi, glutatione per ossidasi e reduttasi) o non enzimatici (vit E, vit C, tocoferoli), endogeni o esogeni, lipo o idrosolubili. Gli interruttori di catena sono degli antiossidanti che possono trasferire un singolo é o un H, le reazione associate prendono il nome di SET e HAT. Le sostanze che invece prevengono la formazione dei radicali sono quelli interagiscono con l’ossigeno (es. Fe) per impedire che agisca come radicale.
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