Bilancio dell’azoto
Altro aspetto da valutare è il bilancio dell’azoto, inteso come la differenza tra azoto introdotto e azoto escreto. L’azoto è eliminato attraverso 3 principali vie: urinaria, fecale e cutanea.L’intake di azoto è comparato con l’escrezione aggiustata per le perdite insensibili attraverso la cute e la sudorazione. Questo bilancio è il più antico parametro biochimico utilizzato nella valutazione dello stato proteico e si basa sull’assunto che il 16% delle proteine è fatto di azoto.
Questo significa che 100 g di proteine diviso 16 g di azoto dà come risultato un fattore di 6,25.Conoscendo quanti grammi di proteine ci sono in un certo alimento possiamo ricavare l’azoto introdotto dividendo per 6,25. Si parte da un’indagine alimentare del paziente capendo quali alimenti assume e riferendoci a specifiche tabelle nutrizionali degli alimenti vediamo su 100 g quante proteine sono in essi contenute e poi dividiamo per 6,25. In questo modo ricaviamo quanto azoto ha introdotto con la dieta. Successivamente doseremo l’azoto per via urinaria, fecale e cutanea. In condizioni di normalità il bilancio complessivo dell’azoto dovrebbe essere pari a 0. Ci sono però delle condizioni, sia fisiologiche che patologiche, in cui questo bilancio è alterato. Per esempio possiamo trovarci in un bilancio di azoto positivo nei soggetti in accrescimento come nell’età pediatrica e adolescenziale in cui ovviamente l’introito proteico è molto superiore rispetto a quello escreto. Altro aspetto di questo discorso riguarda la donna gravida. C’è una errata concezione che una donna gravida debba mangiare per due, questo non è del tutto vero poiché dipende molto dal trimestre di gravidanza. Generalmente nel primo trimestre il fabbisogno di una donna gravida è esattamente lo stesso di quello di una donna non gravida. Al massimo nel secondo e terzo trimestre si deve avere un introito calorico maggiore ma rispettando delle linee guida che ci indicano gli specifici fabbisogni di quella persona.
Altri bilanci positivi di azoto possono verificarsi in adulti che aumentano di peso, in soggetti che hanno subito un trauma da specifiche malattie e si stanno riprendendo da questo trauma. Il bilancio azotato negativo invece si verifica quando l’azoto introdotto è inferiore all’azoto escreto. Questo ci fa supporre una condizione di catabolismo accentuato, digiuno oppure PEM (malnutrizione proteico-energetica).
Test funzionali
Il cardine dei test funzionali è la dinamometria della mano, effettuata attraverso il dinamometro. È un misuratore della forza muscolare. Consiste nel chiedere al paziente di stringere con il massimo della forza, per 3 volte consecutive, questa sorta di manubrio. La media delle 3 misurazioni ci darà il valore definitivo che rappresenterà la forza muscolare di quel soggetto. È quindi un semplice test per valutare la funzione muscolare ed è correlata alla massa muscolare, infatti diminuisce in caso di malnutrizione severa prolungata.Un soggetto in corso di dinapenia o addirittura di sarcopenia (condizione di perdita di massa muscolare) risulterà avere una notevole perdita di forza muscolare.
La frase “la forza muscolare è correlata alla massa muscolare” è vera nella maggior parte dei casi ma ci sono delle situazioni che possono renderla non del tutto vera e che richiedono degli ulteriori approfondimenti del paziente.