Genius 17678 punti

I vaccini

Nel 1879, il biologo francese Louis Pasteur, che già aveva compiuto degli studi sui batteri, mise a punto diversi vaccini ed elaborò un’ipotesi relativa al loro funzionamento. Sosteneva che iniettando una forma “leggere” o “attenuata” di un virus nel corpo di un individuo, questi non si ammala, ma il suo organismo produce come reazione gli anticorpi, cioè delle sostanze in grado di riconoscere il germe e di distruggerlo. Anche molti anni dopo la vaccinazione, queste sostanze rimangono sempre attive e pronte ad opporsi ad un nuovo attacco del virus. Alcune malattie come la difterite e la poliomelite sono state sconfitte quasi totalmente grazie alla diffusione dei vaccini obbligatori. Il primo vaccino antipolio fu elaborato nel 1950 e poco tempo dopo fu diffuso da Sabin. Basti pensare che nel 1958 i casi di poliomelite in Italia erano 8.000, venti anni dopo grazie al vaccino Sabin ne fu registrato uno solo. Attualmente il numero dei casi praticamente è sceso a zero, tuttavia i virus della difterite, della poliomelite ed altri ancora non sono scomparsi dall’ambiente per cui è opportuno che ad ogni bambino sia praticata la vaccinazione antitetanica, antidifterica anti polio.
Da qualche decennio vengono anche praticate altre due vaccinazioni: quella contro l’epatite B e quella contro la rosolia, riservata alle sole ragazze La rosolia non è una malattia grave e si guarisce in poco tempo senza gravi complicazioni. Tuttavia se essa viene contratta in gravidanza, può provocare nel nascituro dei gravi disturbi come la cecità, la sordità ed alcune malformazioni cardiache. Attualmente si rende necessaria la vaccinazione contro la meningite nei vari ceppi, anche se le polemiche non mancano. Sta di fatto che la meningite può portare rapidamente alla morte con dei sintomi che assomigliano ad una forte influenza.
Da molti anni, invece non si effettua più la vaccinazione antivaiolosa perché ormai casi di vaiolo non si registrano più ed il rischio di infezione è quindi bassissimo. Inoltre nei bambini gracili di salute, il vaccino antivaiolo può provocare un’infiammazione nel sistema nervoso e quindi provocare l’encefalite. La scoperta del vaccino anti vaiolo si deve al medico inglese Edward Jenner, verso la fine del XVIII secolo. Da ricordare, infine, che i vaccini devono essere somministrati quando la persona è in buona salute affinché la reazione del corpo sia efficace.
Hai bisogno di aiuto in Anatomia e Fisiologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email