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Vaccini e risposta immunitaria


I vaccini sono preparati biologici, contenenti sostanze immunogene (antigeni) derivate da microrganismi o virus, che vengono somministrati attraverso diverse vie (parenterale o mucosale) per indurre una immunità attiva e specifica nei confronti di un dato agente eziologico, proteggente nei confronti dell’infezione/malattia naturale.
Immunoprofilassi attiva: prevenzione primaria delle malattie infettive mediante conferimento di uno stato di immunità verso singole malattie. L'immunoprofilassi conferisce la protezione dell’individuo ma anche della comunità alla malattia.
L'immunità attiva si può ottenere tramite due processi:
‐ immunità attiva naturale: si instaura in seguito ad infezione o malattia naturali.
‐ immunità attiva artificiale: vaccinazione, aumento individuale e comunitario della resistenza alle infezioni.

Meccanismo di attivazione della risposta immunitaria umorale

Quando un agente estraneo viene a contatto con il sistema immunitario, si innescano meccanismi di difesa che portano all’attivazione linfocitaria.
La risposta immunitaria umorale prevede la produzione, da parte dei linfociti B, di anticorpi circolanti specifici contro un determinato antigene.
Le fasi della risposta anticorpale sono:
1. Fase di latenza (Lag = ritardo): ha una durata di alcuni giorni (4-7) durante i quali l’antigene viene fagocitato, elaborato e presentato dalle APC ai linfociti T helper e B.
2. Risposta primaria: si attiva in seguito al primo contatto con l’antigene e compare. Dopo la fase di latenza, si ha inizialmente la produzione logaritmica di IgM (pentameri) e, poi, di IgG specifiche. L’evento che determina la produzione di IgG dopo 6-7 giorni dall’infezione è chiamato switch isotipico o switch di classe.
3. Dopo circa 15 giorni si raggiunge il punto massimo nella produzione di anticorpi.
4. Declino: quando l’agente patogeno è stato debellato la produzione di anticorpi torna ad essere quasi nulla. Si instaura però la “memoria immunologica”, costituita da piccoli linfociti B memoria.
5. Risposta secondaria: si instaura in seguito al secondo incontro con l’antigene, che determina una risposta anamnestica con le seguenti caratteristiche che la distinguono dalla risposta primaria:
- tempo di latenza più breve o anche assente = più rapida
- picco di produzione di Ig molto più elevato = più intensa
- non si ha l’iniziale produzione di IgM ma direttamente la produzione di IgG (nel siero) e di IgA (trasferite nelle mucose) = più affine
- più duratura
6. Risposta terziaria, quaternaria ecc.: si presentano sempre più rapide, più intense e più specifiche ad ogni successivo incontro con lo stesso antigene.
La rapidità ed efficienza con cui si instaura la risposta secondaria (terziaria, quaternaria…) è garantita proprio dalla presenza di linfociti memoria prodotti in seguito al primo incontro con l’antigene.
Le vaccinazioni sfruttano l’andamento della risposta anticorpale Introduzione di antigeni microbici, di solito più volte (dosi frazionate, richiami) per ottenere una maggior produzione di anticorpi specifici (risposta secondaria, terziaria, ecc.) e la persistenza della immunoprotezione (memoria immunologica).
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