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[h32Trofismo muscolare e classificazione delle ossa[/h2]

Il trofismo muscolare indica il volume del muscolo. In caso di intensa attività fisica, si verifica un aumento del trofismo muscolare, cioè una ipertrofia. Viceversa, bastano pochi giorni di inattività per avere una perdita del trofismo muscolare, cioè una ipotrofia: le unità motorie si assottigliano, si riducono di grandezza.
Complessivamente, ciò si traduce in una riduzione del volume del muscolo striato, causata dalla diminuzione del numero delle fibre contrattili che lo costituiscono. Possiamo distinguere tre diversi tipi di ipotrofia muscolare:
- ipotrofia da mancato uso - dovuta all’immobilizzazione prolungata;
- ipotrofia miogena - dovuta ad una lesione delle fibre muscolari;
- ipotrofia neurogena - dovuta ad una lesione del secondo motoneurone (denervazione del muscolo).
In base alla forma, le ossa si raggruppano in tre classi: lunghe, piatte o brevi. La superficie esterna delle ossa è costituita da uno strato di osso compatto, la parte interna è formata da osso spugnoso: fa eccezione la parte centrale delle ossa lunghe che è costituita interamente da osso compatto. Nella descrizione delle ossa è importante tenere a mente alcuni termini ricorrenti, come ad esempio l’epifisi, che attiene all’estremità delle ossa lunghe, la diafisi, che indica la parte centrale delle ossa lunghe, la metafisi, che è la zona di confine tra epifisi e diafisi.

Le ossa del nostro scheletro sono fra loro collegate dalle articolazioni. Queste ultime sono suddivise in due categorie: sinartrosi (immobili) e diartrosi (mobili). Nelle diartrosi le ossa sono collegate tra loro da una capsula fibrosa costituita di connettivo denso, chiamata capsula articolare. Le superfici dei capi articolari, però, non sono in diretta continuità: esse sono rivestite da cartilagine articolare ialina, la quale è a sua volta rivestita da uno strato di connettivo, la membrana sinoviale. Questa è responsabile della produzione del liquido sinoviale, che serve a lubrificare e nutrire l’articolazione. Talvolta fra i capi articolari sono presenti dischi o menischi (mezzi dischi), dispositivi di correzione che servono ad adattare meglio un capo articolare all’altro.
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