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Sistema Endocrino: Ghiandole e Ormoni

Le ghiandole endocrine ed esocrine sono entrambe trasformazioni dell’epitelio che producono, per accrescimento mitotico, una masserella cellulare che rimane attaccata all’epitelio d’origine (ghiandole esocrine) o che si separa da questo (ghiandole endocrine). Le ghiandole esocrine riversano il proprio secreto all’esterno mediante un dotto escretore più o meno ramificato. Le ghiandole endocrine, invece, riversano il loro secreto direttamente nel sangue attraverso l’endotelio di una rete di capillari dilatati che sostituiscono il dotto escretore. I loro prodotti sono chiamati ormoni e vengono riversati nel sangue.

Gli ormoni sono molecole che, riversate nel sangue, vengono portate in circolo per tutto l’organismo perché il sangue bagna tutte le cellule del nostro corpo. A livello periferico, rappresentato dalle ramificazioni di questo vaso sanguigno, gli ormoni riescono ad entrare in contatto con tutte le cellule del nostro organismo, ma non tutte le cellule del nostro organismo sono capaci di rispondere all’ormone. Solo le cellule che hanno i recettori capaci di legarsi all’ormone sono capaci di elaborare una risposta cellulare. Queste cellule si chiamano cellule bersaglio. Quando ricevono gli ormoni, esse subiscono un cambiamento che permette loro di fornire una risposta.

Sulla cellula endocrina, per far si che essa producano più o meno ormoni, agisce uno stimolo. La risposta della cellula bersaglio non è mai indifferente allo stimolo: c’è sempre una relazione tra stimolo e risposta.

Nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è inibitoria rispetto allo stimolo, cioè la risposta riduce lo stimolo. Per esempio l’arrivo di cibo nello stomaco produce, su alcune cellule della mucosa dello stomaco, la produzione dell’ormone gastrina che va nel sangue e agisce sulle cellule delle ghiandole dello stomaco che come risposta producono enzimi digestivi che a loro volta distruggono il cibo. All’aumentare della risposta si riduce lo stimolo, quindi questo anello è in feedback negativo, ovvero, c’è un autocontrollo o retroazione negativa.

Più raramente, la risposta può essere anche amplificatoria, ovvero può avere anche un effetto positivo sullo stimolo, incrementandolo. É quindi un fenomeno a feedback positivo che si autoalimenta e si amplifica. Ne è un esempio il meccanismo di controllo della produzione dell’ormone della placenta.

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