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Riparazione del difetto parietale



La riparazione del difetto parietale può avere due diversi approcci: la chirurgia (One) e l’approccio laparoscopica. La chirurgia Open può essere effettuata tramite: suture dirette (alta incidenza di recidive, pari al 30-50% dei casi) effettuate per piccoli laparoceli, non recidivi e in assenza di fattori di rischio generali; plastica fasciale della parete addominale, oppure plastica con impiego di biomateriale protesico di contenimento (tecnica praticata più di frequente a causa della bassa incidenza di recidive).

L’approccio laparoscopico, invece, consiste nell’impiego di biomateriali protesici che vengono posizionati in sede intraperitoneale.

La protesi può essere posizionata in diversi punti anatomici. Nel caso in cui l’intervento sia praticato in chirurgia Open, la protesi può essere posizionata in sede sottocutanea sopra-fasciale, in sede retro-muscolare pre-fasciale e in sede pre-peritoneale.

Nel caso in cui l’intervento sia praticato in laparoscopica, la protesi viene posizionata in sede intraperitoneale, dunque a contatto con il peritoneo parietale.
La protesi ideale deve avere delle caratteristiche ben precise Essa deve essere elastica, deve possedere monofilamenti sottili ed essere biocompatibile; deve avere uno spessore ridotto, una buona resistenza alla trazione e alla rottura, una porosità elevata e margini arrotondati.
Tra queste caratteristiche è particolarmente importante la porosità dal momento che la reazione fibroblastica, che viene stimolata dalla presenza di una rete, è strettamente correlata alla dimensione, al numero e alla forma dei pori.