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Osteoporosi



L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da una ridotta massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità e predisposizione alle fratture. Le donne ne sono più soggette rispetto agli uomini e 1 donna su 3 ne è colpita dopo i 50 anni (nei maschi 1:5 è soggetto a osteoporosi), ciò è dovuto alla carenza di estrogeni che proteggevano il tessuto osseo.


Esistono varie sostanze per combattere l’osteoporosi:
• i bisfosfonati (BPB) che sono agenti chimici che contrastano il riassorbimento osseo, avvelenando gli osteoclasti: i bisfosfonati rimangono inglobati nella matrice mineralizzata, ma quando la matrice viene demolita dagli osteoclasti, le molecole di BPB vengono rilasciate nelle lacune di riassorbimento, fagocitate dagli osteoclasti, inibendone l’ulteriore attività. Possono avere vari effetti collaterali se si somministravo via orale, come disturbi gastro-intestinali; sono invece efficaci se somministrati endovena;
• farmaci biologici contro l’osteoporosi, ossia anticorpi monoclonali umanizzati come il DENOSUMAB specifico per RANKL (si lega al RANKL impedendogli di legarsi al RANK) e ODANACATIB specifico contro l’enzima catepsina K prodotta dagli osteociti. Anche la DKK1 e la sclerostina potrebbero essere target terapeutici.