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Nistagmo vestibolare

movimento lento degli occhi, seguito da un movimento rapido nella direzione opposta. Quando è presente potrebbe esserci qualcosa che non va nel centro integratore tronco encefalico. Lo si evoca facilmente.
Far girare su se stessa una persona e poi farla fermare. Facendola girare si mette in moto l’endolinfa. Esempio far girare caffè.
la persona è ferma ma gli occhi si stanno muovendo perché le cupole sono state deflesse e l’endolinfa le tiene piegate, il riflesso sta funzionando e gli occhi vengono fatti muovere. Le immagini si muovono sulla retina, ma la persona sa di essere ferma. Non sappiamo cosa stanno facendo gli occhi (non abbiamo propriocettori per i movimenti oculari). Il cervello interpreta così  io sono fermo, vedo le immagini che si muovono, quindi percezione che il mondo si stia muovendo. Stando fermi, l’endolinfa si ferma e tutto torna come prima. Il nistagmo vestibolare è una stimolazione fisiologica.
Se il nistagmo non si riesce ad evocare è grave. Evocare nistagmo in una persona con trauma cranico  mettere dell’acqua fredda nell’orecchio. Se è tutto ok allora c’è il nistagmo. Moti convettivi  l’endolinga si mette in movimento, se la circuiteria funziona c’è il nistagmo.

Nistagmo optocinetico

deriva dal movimento delle immagini sopra la retina.
una grande parte dello spazio visivo sulla retina si è messo in movimento. (anche la retina invia info ai nuclei vestibolari). Gli occhi vengono fatti muovere nella direzione di queste immagini. Ma non abbiamo la percezione del movimento oculare, bensì abbiamo la percezione che si muova il campo visivo  errore di interpretazione (ese. Treno quando pensiamo di essere partiti ma è partito il treno accanto)
La cognizione può aiutare a interpretare ciò che accade perché è questione di movimenti relativi, ma non aiuta nel caso di nistagmo vestibolare.
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