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Mobilizzazione passiva


Nella mobilizzazione passiva, la resistenza muscolare viene interrotta ad intervalli regolari, a scatti, come se si muovesse appunto una ruota dentata.
Spasticità e rigidità sono due forme di ipertonia, cioè sono caratterizzate da un aumento del tono muscolare. Tuttavia:
- la spasticità coinvolge i muscoli antigravitari, cioè quei muscoli che lavorano contro la forza di gravità: i muscoli flessori del braccio (bicipiti) e i muscoli estensori della gamba (quadricipiti).
La spasticità è tipica del paziente emiplegico che, a causa di un’eccessiva contrazione dei muscoli antigravitari, presenta una distasia caratteristica, con l’arto inferiore interessato rigido e proteso in avanti;
- la rigidità, tipica del paziente parkinsoniano, interessa tutti i muscoli, sia i flessori (bicipite) sia gli estensori (tricipite). Per flettere il braccio, il bicipite si contrae e il tricipite si rilassa. Per estendere il braccio avviene il contrario: il tricipite si contrae e il bicipite si rilassa. La rigidità è caratterizzata dalla mancata azione reciproca di questi muscoli (il mancato rilassamento del tricipite per flettere il braccio o del bicipite per estenderlo).
In base al diverso atteggiamento assunto durante il coma, è possibile effettuare una diagnosi del livello di lesione. Il soggetto B presenta una forma di rigidità decorticata; il soggetto C presenta una forma di rigidità decerebrata. A livello del tronco encefalico, posteriormente sono presenti quattro strutture dette collicoli, due superiori che ricevono informazioni dall’apparato visivo e due inferiori, che ricevono informazioni dall’apparato uditivo. Se la lesione centrale è arrivata a livello dei collicoli, allora si parla di rigidità decerebrata; se la lesione centrale è più alta dei collicoli, allora si parla di rigidità decorticata.
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