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Ipotensione ed ipertensione


Negli adulti normali a riposo la pressione sistolica varia tra 110 e 140 mm Hg, e la pressione diastolica tra 70 e 80 mm Hg. Tuttavia la pressione sanguigna varia considerevolmente da un individuo all’altro e si modifica ciclicamente nelle 24 ore, raggiungendo il massimo al mattino. Quello che è normale per noi può non esserlo per nostro nonno o per il nostro vicino.
La pressione sanguigna varia con l’età, il peso, la razza, lo stato d’animo, l’attività fisica, la postura. Quasi tutte queste variazioni possono essere spiegate sulla base dei fattori che influenzano la pressione sanguigna di cui si è già trattato. Si considera generalmente ipotensione, o bassa pressione sanguigna, una pressione sistolica inferiore a 100 mm Hg. In molti casi questa è semplicemente espressione di differenze individuali e non causa preoccupazione. L’ipotensione acuta è uno dei più importanti segnali d’allarme di uno shock circolatorio, una condizione in cui il riempimento dei vasi sanguigni è insufficiente e il sangue non può circolare normalmente. La causa più comune è un’emorragia. Un breve aumento della pressione sanguigna è una normale risposta alla febbre, a uno sforzo fisico, a un forte turbamento emotivo come un accesso di collera o uno spavento. L’ipertensione, o alta pressione sanguigna, persistente è patologica ed è definita come una condizione di alta pressione arteriosa prolungata con valori pari o superiori a 140/90.

L’ipertensione cronica è una malattia comune e pericolosa che segnala un aumento della resistenza periferica. Progredisce senza dare sintomi per i primi 10 o 20 anni, ma lentamente e certamente affatica il cuore e danneggia le arterie; per questo motivo viene spesso chiamata «il killer silenzioso». Il cuore, essendo costretto a svolgere l’azione di pompa contro una resistenza aumentata, deve lavorare più vigorosamente e con il tempo il miocardio si ingrandisce. Quando infine è sforzato al di là delle sue capacità di risposta, il cuore si indebolisce e le sue pareti diventano flaccide. L’ipertensione devasta anche i vasi sanguigni, provocando piccolo rotture dell’endotelio che accelerano la progressione dell’aterosclerosi. Sebbene l’ipertensione e l’aterosclerosi siano spesso associate, è difficile dare all’ipertensione la colpa di ogni distinta alterazione anatomica. In realtà circa il 90% delle persone ipertese ha un’ipertensione primitiva, o essenziale, che non può essere attribuita ad alcuna causa organica specifica; tuttavia possono apparire implicati fattori quali la dieta, l’obesità, l’ereditarietà, la razza e lo stress. Per esempio, le donne sono affette da ipertensione più degli uomini e i neri più dei bianchi. L’ipertensione è ricorrente nelle famiglie. I figli di un genitore iperteso hanno una probabilità doppia di diventare ipertesi rispetto ai figli di genitori con pressione arteriosa normale. Una elevata pressione sanguigna è comune nelle persone obese perché la lunghezza complessiva dei loro vasi sanguigni è maggiore di quella degli individui più magri. Per ogni chilogrammo di grasso sono necessari chilometri di vasi sanguigni in più, che rendono più gravoso il lavoro del cuore nel pompare sangue su distanze più lunghe.
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