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Ghiandole tubulo-acinose e alveolari



Le ghiandole tubulo-acinose possono essere considerate una variante delle ghiandole tubulari in cui le cellule secernenti risultano particolarmente voluminose a causa dall’abbondante secreto accumulato nel citoplasma; pertanto, mentre nella regione che si continua con il dotto escretore è ben evidente il lume, nella parte terminale a fondo cieco il lume diviene virtuale e le cellule piramidali come negli acini.
Ne sono un esempio la ghiandola salivare sottomandibolare e sottolinguale;
Le ghiandole alveolari sono composte da alveoli, voluminosi adenomeri di forma grossomodo sferica con una parete di cellule secernenti di altezza variabile e un grande lume centrale. Ne sono un esempio quelli della ghiandola mammaria in allattamento. Gli autotrofi sono in grado di sintetizzare carboidrati o molecole complesse a partire da semplici molecole inorganiche, necessitano però di energia che i foto-autotrofi, come le piante, ricavano dal sole, mentre i chemio autotrofi da reazioni chimiche. La fotosintesi da 6 molecole di anidride carbonica e 6 molecole di acqua, permette di ottenere glucosio e 6 molecole di ossigeno. Si divide in una fase luminosa che avviene nei tilacoidi e in una oscura (ciclo di Calvin) che avviene nello stroma. N.B.: La clorofilla presenta al centro uno ione magnesio e le clorofille a e b sono identiche eccetto che per un gruppo metile e aldeidico.