Concetti Chiave

  • L'atropina è disponibile in diverse concentrazioni a Borgo Roma e Borgo Trento, mentre il glicopirolato non è disponibile in Italia.
  • La diluizione dell'adrenalina è cruciale per le bradiaritmie e segue lo stesso metodo utilizzato nella rianimazione pediatrica.
  • Il pacing transcutaneo può essere eseguito con defibrillatori manuali utilizzando piastre adesive per una maggiore sensibilità.
  • L'arresto cardiaco traumatico ha una mortalità elevata, principalmente dovuta a ipovolemia da emorragia o rottura di grandi vasi.
  • In caso di arresto cardiaco traumatico, è fondamentale escludere cause reversibili come ipossiemia e tamponamento pericardico.

Bradiaritmie

Alcune precisazioni:
- L’atropina a Borgo Roma è in fiale da 1 mg, mentre a Borgo Trento in fiale da 0,5 mg.
- Il glicopirolato in Italia non c’è.
- La dose di adrenalina massima è 10 mcg, che è diversa da quella dell’arresto cardiaco, in quanto serve solo a vedere se la Fc riparte. Contando che 1 fiala di adrenalina contiene 1 mg (=1000 mcg), quindi per ottenerne 10 mcg diluisco primo 1 fiala in 10 ml di fisiologica e poi 1 ml di questa soluzione in altri 10 ml. Questa è la stessa modalità di diluizione da fare per la rianimazione pediatrica, quindi è fondamentale saperla.
- Il pacing transcutaneo: ogni defibrillatore manuale (non quello semiautomatico) ha la possibilità di essere usato come pacing; questo può essere impostato sulla modalità stimolazione/pacing, viene impostato un voltaggio di uscita che permetta di catturare i miocardiociti e una frequenza iniziale. Per questa manovra sono molto più sensibili le piastre adesive che quelle appoggiate e si fa solitamente quando il pz deve essere trasportato o deve attendere per il posizionamento di un pacing intracavitario o iniettivo sottocutaneo.

Arresto cardiaco traumatico

Mortalità estremamente elevata, dato che la causa principale è l’ipovolemia da emorragia che ha una buona capacità di recupero oppure avviene per rottura di grandi vasi o del cuore, in cui non ci sono possibilità di recupero. La risposta al Tca è in modo cruciale tempo-dipendente.
Pazienti con Tca presentano di solito perdita di coscienza, respirazione spontanea agonica o assente e assenza di polso centrale. Uno stato di peri-arresto è caratterizzato da instabilità cardiovascolare, ipotensione, perdita dei polsi periferici e un livello di deterioramento della coscienza, senza evidenti problemi sottostanti del sistema nervoso centrale. Se non trattato, probabilmente questo stato progredisce fino a un arresto cardiaco. L’uso dell’ecografia può contribuire a verificare la causa del Tca e indirizzare di conseguenza gli sforzi di rianimatori.
Di fronte ad un arresto cardiaco in soggetto traumatizzato, se non si pensa che l’arresto sia dovuto al trauma, si procede col normale Als. Al contrario, se si pensa che sia legato al trauma, bisogna simultaneamente pensare ed escludere le principali cause reversibili di arresto cardiaco traumatico, cioè ipossiemia, ipovolemia, pneumotorace iperteso e tamponamento pericardico.
Se il pz non arriva al Rosc (Return of Spontaneous Circulation) con queste manovre, si deve prendere in considerazione di terminare la rianimazione, perché si è arrivati troppo tardi o perché persiste una condizione emorragica interna, che sostiene l’instabilità emodinamica.
Se il pz ottiene il Rosc, deve essere condotto in ospedale e applicato un protocollo di damage control post- traumatico, che prevede: fare/rifare un EcoFast extended con valutazione toracica e addominale e andare in sala operatoria per una chirurgia di controllo del danno.
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