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Arresto cardio-circolatorio nei bambini



Il cuore è il muscolo più importante fra quelli che si trovano all’interno del nostro organismo. Talvolta può aver luogo un arresto cardio-circolatorio che, nella maggior parte dei casi, implica gravi e invasive conseguenze.
Quando l’arresto cardio-circolatorio riguarda il lattante e in generale il neonato, bisogna seguire una specifica procedura di soccorso.
Prima di tutto è necessario porre il bambino su un piano rigido e allertare il 118 senza perdere di vista il paziente.
Si procede effettuando lo svuotamento digitale del cavo orale per verificare se l’arresto cardiaco è dovuto all’ostruzione delle vie aeree. Nei casi più gravi si deve ricorrere alla rianimazione cardio-polmonare ma, in ogni caso, questa forma di soccorso deve essere sempre preceduta almeno da cinque tentativi di ventilazione artificiale.

Al contempo bisogna monitorare il battito del paziente: se i battiti sono inferiori a 60/min si devono applicare cinque compressioni toraciche esterne. Le compressioni si applicano seguendo la stessa tecnica nell’adulto e nel bambino, ma con alcune differenze nella procedura: mentre nell’adulto si effettuano 2 insufflazioni ogni 30 compressioni, nel bambino il rapporto è di 15/2.
Ad oggi non esiste alcuno studio che dimostra l’inefficacia dell’utilizzo del defibrillatore per soccorrere il lattante. Bisogna solo avere cura di utilizzare un flusso di energia meno intenso.
Nel bambino, la maggior parte delle volte l’ostruzione delle vie aeree è dovuta alla presenza di un corpo estraneo. Capire se esse è totale o parziale è molto semplice: solo nel secondo caso, infatti, il piccolo riesce a piangere o a tossire.