Video appunto: Epitelio pavimentoso pluristratificato

Epitelio pavimentoso pluristratificato



Tipico esempio di epitelio dotato di numerosi strati è quello dell’esofago (evidenziato nel riquadro e ingrandito nell’immagine a destra). L’epitelio dell’esofago è detto pluristratificato pavimentoso. Anche se sono appiattite solo le cellule degli strati più superficiali, prende il nome di pavimentoso per una convezione: infatti si utilizza per descrivere l’epitelio e classificarlo, nel caso di tessuti pluricellulari, solamente la morfologia degli strati più esterni.


In un epitelio pluristratificato si distingue rispetto al resto lo strato più basale delle cellule che viene definito strato germinativo (nel cerchio dell’immagine destra). Questi epiteli, come tutti gli epiteli di rivestimento, sono soggetti a costante rinnovamento, ovvero ci sono cellule che vanno incontro a mitosi, rifornendo di nuove cellule il tessuto, mentre altre vengono eliminate. Nel caso dell’epitelio pluristratificato le mitosi avvengono quasi sempre nello strato più basale, detto per questo germinativo. Ogni volta che avviene una mitosi il piano equatoriale della mitosi si orienta in modo spontaneo parallelamente alla base del tessuto, in questo modo delle due cellule figlie una rimane aderente alla lamina basale e continuerà a far parte dello strato basale, mentre l’altra viene sospinta verso la superficie ed entra a far parte del secondo strato. Se si immagina questo processo proiettato nel tempo, è facilmente intuibile che le cellule dello strato basale continueranno a replicarsi e così facendo le cellule che si trovano nel secondo strato verranno promosse al terzo, poi al quarto, al quinto e infine, nel momento in cui si trovano negli strati più superficiali, si staccheranno dal tessuto e verranno eliminate.