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Classificazione dei tipi di necrosi



L’innesco del processo necrotico indica l’inizio di un danno cellulare irreversibile, caratterizzato da specifiche alterazioni morfologiche del nucleo (restringimento e rimpicciolimento), con formazione di clumping, cioè di addensati di cromatina. Questo fenomeno è detto picnosi.

Inoltre, si verifica un rigonfiamento tipico, visibile nelle cellule (dall’esterno) e che interessa, in particolare, gli organelli citoplasmatici. Infine, nella fase terminale, si verifica la dissoluzione della membrana nucleare, in un fenomeno che prende il nome di cariolisi.
A seconda del tipo di insulto necrotico che la provoca e del tipo di effetto che questo sortisce, la necrosi presenta aspetti morfologici differenti.
La necrosi coagulativa è caratterizzata da denaturazione dei componenti cellulari (soprattutto delle proteine) che, in qualche modo, permette il mantenimento temporaneo delle strutture cellulari (per qualche giorno).
È la tipica conseguenza di occlusioni di arterie (es. infarto cardiaco o renale).
La necrosi coagulata si distingue da quella colliquativa. Mentre nella necrosi coagulativa si verifica una conservazione parziale delle strutture cellulari, in questo tipo di necrosi si verifica la completa digestione delle cellule morte: infatti, il tessuto viene digerito in una massa liquida e molliccia.