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Cartilagine fibrosa



le compete la funzione di guarnizione, come ad esempio nei dischi intervertebrali: ciascun disco è formato da una porzione centrale (nucleo polposo), che agisce da cuscinetto in grado di assorbire le sollecitazioni meccaniche, e da un anello esterno di fibrocartilagine (tessuto molto tenace).
Infine, la cartilagine fibrosa è in grado di svolgere anche l’ultimo dei ruoli prima accennati: quello di una sorta di cemento/collante, di essere cioè un tessuto in grado di facilitare un ancoraggio fra un tendine o un legamento e un osso.

Questo è un tessuto molto simile al connettivo propriamente detto compatto. Nell’immagine (fig. 19) ad esempio si nota la forte eosinofilia e l’aspetto fortemente fibroso del tessuto. È dominato da una matrice di fibre collagene. Non è facile distinguere la cartilagine fibrosa dal connettivo compatto. Una cosa che certamente aiuta è il modo in cui appaiono le cellule. Se si tratta di condrociti si nota la loro lacuna di appartenenza. Molto diverso dal fibrocito che invece appare affusolato e schiacciato dalle fibre collagene. Cellule che evidentemente durante la loro attività proliferativa avevano la capacità di orientare la piastra metafasica sempre allo stesso modo. È evidente che questo tipo di architettura favorisce l’accrescimento della cartilagine in una certa particolare situazione. Guardando l’immagine sappiamo quindi che si tratta di una cartilagine giovane ancora in accrescimento, principalmente occupata nell’ispessimento della cartilagine articolare.