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Attacco cardiaco

La richiesta di ossigeno da parte del cuore è particolarmente elevata, dal momento che questo muscolo si contrae più di 10.000 volte al giorno. Alcune arterie, le coronarie, si ramificano a partire dall’aorta proprio nel punto in cui essa fuoriesce dal cuore per irrorare il miocardio.
Se uno o più di questi vasi sanguigni si blocca, le cellule muscolari cardiache muoiono velocemente. In questo caso il cuore non è più capace di pompare abbastanza sangue nel corpo e si manifesta un attacco cardiaco, o infarto del miocardio. Circa un terzo delle vittime di infarto muore quasi subito; nelle persone che sopravvivono, spesso il cuore risulta seriamente danneggiato, dato che le cellule muscolari cardiache hanno una capacità limitata di rigenerarsi e ripararsi. L’ictus è invece la morte del tessuto cerebrale dovuta all’ostruzione di un’arteria della testa.

Le malattie del cuore e dei vasi sanguigni, ossia le malattie cardiovascolari, sono la principale causa di morte nei paesi industrializzati. La repentinità di un infarto o di un ictus nasconde il fatto che le arterie delle vittime cominciano a ostruirsi gradualmente a causa di una patologia cardiovascolare cronica chiamata aterosclerosi. Questa malattia è dovuta a formazione di placche che si sviluppano e si accrescono all’interno delle pareti dei vasi: lo strato di muscolatura liscia comincia a ispessirsi perché alcuni lipidi, come il colesterolo, vi si infiltrano. La formazione di queste placche determina l’indurimento delle arterie, che diventano meno elastiche. Inoltre, un coagulo di sangue, può essere facilmente intrappolato in questi vasi, resi più stretti dalla presenza delle placche. La tendenza a sviluppare malattie cardiovascolari sembra dipendere in parte da fattori ereditari.
L’esercizio fisico e una dieta povera di grassi saturi aiutano a prevenire l’aterosclerosi e a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Per curare le malattie cardiovascolari sono state messe a punto numerose terapie e altre sono in fase di sviluppo. A chi ha subito un infarto vengono somministrati dei farmaci anticoagulanti per fermare l’attacco cardiaco ed evitare danni. I soggetti a rischio possono essere individuati grazie ad una serie di test diagnostici, che vanno dalla semplice misurazione sanguigna e dei valori di colesterolo a sofisticate tecniche di visualizzazione, come la TAC e la risonanza magnetica. Se si è già affetti da aterosclerosi sono possibili diversi tipi di trattamento: alcuni farmaci, per esempio, aiutano a mantenere basso il livello di colesterolo nel sangue, mentre, se l’aterosclerosi è già in fase avanzata, si può ricorrere a tecniche chirurgiche come l’angioplastica a palloncino o il by-pass coronarico. Nei casi più estremi, è necessario ricorrere a un trapianto di cuore.

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