Concetti Chiave

  • Gli ascessi e le fistole anali derivano da infiammazioni delle ghiandole criptiche perianali, con cause come traumatismi, proctiti e malattie infiammatorie intestinali.
  • I sintomi principali includono dolore pulsante, febbre, edemi e, nelle fistole, perdite anali purulente.
  • Il trattamento degli ascessi prevede incisione, drenaggio e antibiotici, mentre per le fistole si utilizza la fistolotomia e il posizionamento di un "setone".
  • Il counselling pre-operatorio è fondamentale per informare i pazienti su cosa aspettarsi durante l'ospedalizzazione e il loro ruolo nel processo di cura.
  • La profilassi tromboembolismo include calze compressive ed eparina a basso peso molecolare, da iniziare prima dell'intervento e proseguire nei pazienti oncologici per 28 giorni.

Indice

  1. Ascessi e fistole anali
  2. Quadro clinico
  3. Terapia
  4. Fase pre-operatoria

Ascessi e fistole anali

Gli ascessi e le fistole sono rispettivamente manifestazioni flogistiche acute o croniche della regione anale. L'origine sembra essere l'infiammazione acuta delle ghiandole criptiche perianali (ascesso) e un suo ulteriore sviluppo verso la cronicizzazione (fistola).
Le possibili cause di ascessi e fistole sono:
• Traumatismi locali (ad esempio da clisteri, corpi estranei)
• Proctiti
• Ulcere anali
• Cancro del retto
• Ibd, soprattutto se ricorrenti e con multipli tramiti fistolosi Si riscontrano più frequentemente in pazienti immunocompromessi.

Quadro clinico

    Dolore ingravescente, continuo, pulsante non modificato dalla defecazione
    • Febbre
    • Zona edematosa ed iperemica, tesa, dolente e dolorabile
    • In caso di fistole anche perdite anali purulente, maleodoranti
    Eseguire esplorazione rettale e anoscopia. In caso di fistole bisogna anche specillare il tratto fistoloso per individuarne le estremità e il tragitto. Le fistole possono avere entrambi gli orifizi all’interno del canale anale o comunicare con l’esterno.

    Terapia

    La terapia prevede:
    • Incisione e drenaggio dell'ascesso unitamente a somministrazione di antibiotici fino a due settimane.
    • Lavaggi con acqua ossigenata e zaffo con garza iodoformica.
    • Fistolotomia o fistolectomia.
    • Posizionamento di “setone” lungo la fistola: serve per drenare il pus e per favorire la guarigione tramite l’elastodieresi o trazione lenta. Questa procedura consiste nell’applicare una trazione progressiva del setone verso l’esterno, alternando fenomeni di lesione e guarigione del tessuto muscolare circostante alla fistola, fino ad arrivare ad avere il setone all’esterno e le parti attraversate da esso nel processo di trazione guarite. La continenza viene preservata.

    Fase pre-operatoria

    Qui di seguito 5 consigli per gestire la fase pre-operatoria di queste problematiche:
    • Counselling pre-operatorio: i pazienti dovrebbero ricevere informazioni scritte e orlai riguardanti quello che accadrà durante l’ospedalizzazione, quello che dovrebbero aspettarsi e quello che sarà il loro ruolo nel processo di ricovero. Un reparto di chirurgia può essere molto confusionari e caotici quindi un paziente, magari giovane, che ha compreso a fondo quello che deve fare e che gli deve essere fatto aiuterà il medico nel processo di cura (ad esempio: se in sede preoperatoria si dice al paziente che tra due giorni gli sarà tolto il catetere vescicale, due giorni dopo verrà lui dal clinico a chiedere che il suo catetere venga rimosso, evitando dimenticanze e quindi il rischio di Ivu correlato alla permanenza prolungata di catetere).
    • Digiuno pre-operatorio: da raccomandazione di grado A con evidenza positiva forte è indicato il digiuno per solidi a partire da 6 ore prima dell’intervento e per i liquidi a partire da 2h prima. È spesso molto difficile da ottenere per problematiche organizzative. Importante è anche il carico di carboidrati prima dell’intervento che sembra migliorare la secrezione insulinica, riducendo l’iperglicemia post-operatoria e quindi le infezioni.
    • Preparazione intestinale: la preparazione meccanica del colon (si intende nella chirurgia colica, visto che, come detto prima, i protocolli Eras sono stati prodotti soprattutto basandosi su questo tipo di interventi) non dovrebbe essere svolta di routine, in particolare per pazienti operati in elezione e per resezioni coliche alte. Deve essere utilizzata solamente per interventi sul sigma e sul retto.
    • Profilassi tromboembolismo: i pazienti dovrebbero indossare calze compressive, ricevere compressioni pneumatiche intermittenti e ricevere profilassi con eparina a basso peso molecolare a partire dal giorno prima dell’intervento. Tale profilassi dovrebbe essere continuata per 28 giorni nei pz oncologici.
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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le cause principali degli ascessi e delle fistole anali?
  2. Le cause principali includono traumatismi locali, proctiti, ulcere anali, cancro del retto e malattie infiammatorie intestinali, specialmente nei pazienti immunocompromessi.

  3. Quali sono i sintomi clinici associati agli ascessi e alle fistole anali?
  4. I sintomi includono dolore ingravescente, febbre, zona edematosa e iperemica, e in caso di fistole, perdite anali purulente e maleodoranti.

  5. Qual è il trattamento standard per gli ascessi e le fistole anali?
  6. Il trattamento prevede incisione e drenaggio dell'ascesso, somministrazione di antibiotici, lavaggi con acqua ossigenata, fistolotomia o fistolectomia, e posizionamento di un "setone" per favorire la guarigione.

  7. Quali sono le raccomandazioni per la fase pre-operatoria?
  8. Le raccomandazioni includono counselling pre-operatorio, digiuno pre-operatorio, preparazione intestinale selettiva, e profilassi tromboembolismo con calze compressive e eparina.

  9. Come viene gestita la profilassi tromboembolismo nei pazienti oncologici?
  10. Nei pazienti oncologici, la profilassi tromboembolismo con eparina a basso peso molecolare dovrebbe iniziare il giorno prima dell'intervento e continuare per 28 giorni.

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